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L’Universo come Matrix: realtà o simulazione del computer?

14 dicembre 2012

matrix

ROMA – Pillola blu o pillola rossa?
Gli scienziati stanno provando un esperimento per testare se il nostro Universo sia reale o una simulaziuone del computer.
Questa notizia potrebbe far sorridere e portare alla mente Matrix, il film dei fratelli Wachowski.
Quello che però smorza l’ilarità generale è che il dubbio sulla natura di ciò che ci circonda è un argomento che gli scienziati prendono sul serio.
Non tutti sanno che esistono prove a conferma della teoria secondo la quale viviamo in una realtà virtuale.
Ma andiamo con ordine.

Il concetto base su cui i fisici stanno lavorando è che ogni civiltà che potrebbe trasformarsi in un stadio ‘post-umano’, quasi certamente impararerebbe a eseguire simulazioni sulla scala di un universo. E che, data la dimensione della realtà – miliardi di mondi, circa miliardi di soli – è abbastanza probabile che se questo è possibile, è già successo.
E se fosse così?
Bene, allora la probabilità statistica è che ci troviamo da qualche parte in quella catena di simulazioni all’interno di simulazioni. L’alternativa che siamo noi la prima civiltà nel primo universo è praticamente assurda.

universo

E non è solo teoria.
I ricercatori presso l’Università di Bonn, in Germania, avevano trovato la prova che Matrix potrebbe non essere solo finzione.
Come?
Hanno fatto una simulazione al computer dell’universo.
In un documento denominato “Vincoli sull’universo come una simulazione numerica”, fanno notare che le simulazioni attuali dell’universo, che esistono ma sono estremamente deboli e piccole, sono postate sui limiti dalle leggi fisiche.

Il problema con tutte le simulazioni è che le leggi della fisica, che appaiono continue, devono essere sovrapposte su un discreto reticolo tridimensionale che avanza con lassi di tempo.
Ciò che sostanzialmente significa è che essendo solo una simulazione, il computer pone dei limiti, per esempio, sull’energia che le particelle possono avere all’interno del programma.
Questi limiti sarebbero vissuti solo da coloro che vivono all’interno della sim.
Per fare un esempio chiaro, come un prigioniero in una buia cella, non potremo mai essere in grado di vedere i “muri” della nostra prigione, ma attraverso la fisica potremmo essere in grado di raggiungerli e toccarli.

Ora un altro team hanno messo a punto un test vero e proprio per vedere se questa teoria potrebbe essere provata.

Il professor Martin Savage presso l’Università di Washington, ha detto che i computer utilizzati per effettuare queste simulazioni dividono lo spazio in una griglia a quattro dimensioni. In questo modo i ricercatori possono esaminare la forza che lega insieme le particelle subatomiche e vedere come si comporta. A questo punto resta solo da cercare una “firma” nel nostro Universo analoga a quelle delle simulazioni.

E se queste firme apparissero in entrami i casi?
Ragazzi, siamo dentro a Matrix. (forse).
Speriamo solo che il sistema operativo non sia Windows….


L’UNIVERSO CON GLI OCCHI DI HUBBLE