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Provata l’intelligenza delle piante: ricordano e imparano

15 gennaio 2014

ROMA – Pensateci bene quando calpestate un cespuglio o cogliete un fiore: state ferendo un essere intelligente.
Un esperimento non solo ha provato che le piante ricordano, ma sono anche in grado di imparare.
La ricerca è stata coordinata da Stefano Mancuso, del dipartimento di Scienze delle produzioni agroalimentari e dell’ambiente dell’università di Firenze, e condotta in collaborazione con Monica Gagliano, Michael Renton e Martial Depczynski, della University of Western Australia.
Dopo aver supposto per anni l’esistenza di intelligenza in ogni essere vivente, per la prima volta è stato possibile dimostrarlo.

L’esperimento è stato effettuato sulla Mimosa pudica, una pianta di origine tropicale diffusa anche in Italia e nota per la caratteristica di chiudere le sue foglie se disturbata.
L’arbusto è stato sottoposto a diversi stimoli, riuscendo a distinguerli in base all’esperienza e ricordando le informazioni per lunghi periodi di tempo.

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Il prof. Mancuso ha spiegato che mano a mano che le mimose erano sottoposte allo stesso stimolo innocuo per la loro sopravvivenza “le piante non hanno più chiuso le foglie, risparmiando tra l’altro energia”, ricordandosi le esperienze per oltre 40 giorni.

Ma anche le risposte alle diverse condizioni di luce hanno provato la loro intelligenza.
Coltivando le piante in due gruppi separati, quello con minor disponibilità di luce “apprende più in fretta di quelle che ne hanno di più, come se non volessero sprecare risorse”.