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C’e’ la prova scientifica della vita dopo la morte

7 ottobre 2014

pre morteROMA – Molte persone “tornate in vita” dopo arresti cardiaci, hanno riportato esperienze simili extracorporali, ricordando spesso l’immagine di una luce brillante che compare alla fine di un tunnel.
La maggior parte di queste storie è stata trattata con reticenza dalla comunità scientifica.
Eppure, proprio la scienza potrebbe la prova della possibilità di vita dopo la morte.
Un nuovo studio, condotto dai ricercatori dell’Università di Southampton, mostra come la consapevolezza nei pazienti clinicamente morti potrebbe essere ancora presente minuti dopo il verificarsi del decesso.

La vita dopo la morte e l’esperienze extracorporee sono temi trattati con un diffuso scetticismo.
Gli scienziati hanno trascorso quattro anni esaminando più di 2.000 persone che hanno subito arresti cardiaci in 15 ospedali in Gran Bretagna, Stati Uniti e Austria.

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Il 39 per cento dei pazienti sopravvissuti, ha descritto una sorta di ‘consapevolezza’ durante il tempo in cui erano clinicamente morti, prima che i loro cuori fossero riavviati.
Tuttavia, non avevano ricordi effettivi dell’esperienze vissute.

Tra i partecipanti allo studio che avevano questa “coscienza aumentata”, il 46 per cento ha sperimentato una vasta gamma di ricordi mentali, non compatibili, tuttavia, con il termine comunemente usato di “esperienze di premorte”.
Tra questi, la maggior parte ha provato sentimenti di paura e di persecuzione.

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Solo il 2 per cento ha mostrato piena consapevolezza di esperienze extracorporee, ricordando eventi acustici o visivi dopo che i loro cuori si erano fermati.
E’ stata descritta da alcuni pazienti anche la classica immagine di luce abbagliante usata nei film di Hollywood.
Questo è importante, dal momento che è stato spesso ipotizzato che le esperienze di pre-morte siano probabili allucinazioni o illusioni, che si verificano prima che il cuore si fermi o quando riparta.
Mai sono state considerate dalla scienza esperienze corrispondenti ad eventi reali vissuti durante l’arresto effettivo del cuore.

Il dottor Sam Parnia, autore principale dello studio e ricercatore onorario presso la Southampton University Hospital NHS Foundation Trust, ha dichiarato:
“Contrariamente alla percezione, la morte non è un momento specifico, ma un processo potenzialmente reversibile che si verifica dopo ogni grave malattia o infortunio che fa smettere di funzionare cuore, polmoni e cervello. Se si tenta di invertire questo processo, si parla, ad esempio, di “arresto cardiaco”, ma se questi tentativi non riescono, è chiamato morte”.

“In questo studio abbiamo voluto andare oltre il termine di ‘esperienze di premorte’ per esplorare oggettivamente cosa succede quando moriamo”.

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Uno dei casi studiati ha coinvolto un assistente sociale di Southampton, che ha ricordato di sentire i bip delle macchine mediche, 3 minuti dopo la sua morte clinicamnete accertata.
Inoltre, l’uomo potrebbe aver fornito dettagli sulle azioni del personale medico che cercava di riportare il suo cuore al normale funzionamento.
Il dr. Sam Parnia sostiene che l’uomo ha raccontato esattamente tutto ciò che era realmente accaduto.

Anche se le conclusioni richiedono ulteriori indagini, il dottor Parnia pensa che il gran numero di casi studiati dimostri che vi è la prova che queste esperienze possano accadere realmente, anche quando il paziente è stato dichiarato clinicamente morto.