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7 modi plausibili in cui il mondo potrebbe finire

2 gennaio 2015

ROMA – Il premio Nobel Stephen Hawking ritiene che il futuro dell’umanità potrebbe essere messo a rischio dalle “macchine ribelli”, umanoidi dotati di intelligenza artificiale (AI).
A parte il pericolo di “terminator”, molti potenziali minacce sono state identificate per la nostra specie, la nostra civiltà e anche il nostro pianeta.
Per farvi perdere il sonno, qui ci sono sette dei più plausibili modi in cui il mondo potrebbe finire.

1. IMPATTO DI ASTEROIDI
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65 milioni di anni fa, un oggetto, probabilmente una cometa un paio di volte più grande di quella su cui è sbarcata la sonda Philae il mese scorso, ha colpito la costa messicana innescando un inverno globale che ha spazzato via i dinosauri.
Nel 1908, un oggetto più piccolo ha colpito una zona remota della Siberia e devastato centinaia di chilometri quadrati di foresta (L’EVENTO DI TUNGUSKA).
Le agenzia spaziali da tempo monitorano i cosiddetti NEO, oggetti vicini alla Terra che potrebbero intersecare l’orbita terrestre, ma due anni fa, abbiamo visto con i nostri occhi quanto possano essere devastanti gli effetti dell’impatto anche di un piccolo oggetto spaziale sfuggito all’occhio degli esperti con il disastro di Chelyabinsk.

Probabilità: Remote nella nostra vita, ma un giorno potremo essere colpiti.

Risultato: Non ci sarà alcun impatto abbastanza grande da spazzare via ogni forma di vita sulla Terra a livello di estinzione per almeno 3 miliardi di anni.
Ma uno come quello responsabile della fine dei dinosauri segnerebbe certamente la fine della nostra civiltà e forse della nostra specie.

2. INTELLIGENZA ARTIFICIALE – AI
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Il professor Hawking non è preoccupato per gli eserciti di umanoidi che conquisteranno il mondo, ma qualcosa di più sottile… e più sinistro.
Alcuni esperti ritengono che un evento chiamato “La singolarità” è solo questione di decenni.
Nei prossimi 25 anni, l’intelligenza non-biologica eguaglierà la ricchezza e la raffinatezza dell’intelligenza umana per poi superarla abbondantemente grazie a due fattori: la continua accelerazione del progresso dell’informatica e la capacità di condividere rapidamente il proprio sapere.
Allora, probabilmente avremo consegnato alle macchine il controllo della maggior parte dei nostri sistemi vitali, dalle reti di distribuzione di cibo alle centrali elettriche, di depurazione e il sistema bancario globale.
Le macchine ci potrebbe portare in ginocchio, senza colpo ferire.
E noi non possiamo semplicemente staccare la spina, perché controllerebbero gli alimentatori.

Probabilità: Sconosciuta, anche se la potenza di calcolo raddoppia ogni 18 mesi.
Non sappiamo se le macchine possano essere coscienti o “vogliano” fare qualcosa.

Risultato: se il Web si svegliasse e volesse spazzare via l’umanità, potremo avere una lotta uomo vs macchina come in Terminator.
Ma è improbabile che le macchine vorranno distruggere il pianeta: vivono anche loro qui.

3. PIAGA CREATA GENETICAMENTE
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Forse è la minaccia più terrificante a breve termine perché è molto plausibile.
Il motivo per il quale l’Ebola non è diventato una piaga a livello mondiale – e non lo farà – è perché è così difficile da trasmettere, e uccide le sue vittime troppo rapidamente.

Tuttavia, una versione modificata della malattia che può essere trasmessa attraverso l’aria, o che permette al suo ospite di girare per settimane, senza sintomi, potrebbe uccidere molte milioni di persone.
Non è noto se qualche gruppo terroristico abbia le conoscenze o gli impianti per fare qualcosa di simile.

Probabilità: Qualcuno probabilmente lo proverà un giorno.

Risultato: potenzialmente catastrofico. Basta pensare che malattie infettive “ordinarie”, come i ceppi di influenza aviaria hanno la capacità di spazzare via centinaia di milioni di persone.

4. GUERRA NUCLEARE
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Uno degli scenari più plausibili per ‘la fine del mondo’.
Nonostante i trattati per la limitazione di armi, ci sono più di 15.000 testate nucleari e bombe esistenti, abbastanza, in teoria, per uccidere ogni essere umano sulla Terra più volte.
Anche una piccola guerra nucleare ha il potenziale di causare una devastazione diffusa.
Nel 2011, uno studio condotto dagli scienziati della NASA ha concluso che una guerra atomica limitata tra India e Pakistan che coinvolge 100 detonazioni delle dimensioni di quelle di Hiroshima getterebbe abbastanza polvere in aria per causare il calo di temperature di più di 1.2c a livello globale per un decennio.

Probabilità: Alta. Nove Stati hanno armi nucleari, e altri vogliono entrare nel club dell’atomica.

Risultato: è improbabile che anche una guerra nucleare tra la Russia e la Nato ci spazzerebbe via, ucciderebbe miliardi di persone distruggendo l’economia mondiale per un secolo. Comunque, una guerra regionale potrebbe avere effetti ben oltre i confini del conflitto.

5. DISASTRO DI ACCELERATORE DI PARTICELLE
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Prima che il Large Hadron Collider, la macchina massiccia al CERN in Svizzera che ha rilevato il Bosone di Higgs un paio di anni fa, è stato acceso, c’è stata una sfida legale mossa da uno scienziato tedesco Otto Rossler, secondo il quale la macchina avrebbe potuto teoricamente creare un piccolo buco nero per errore (che avrebbe inghottito la Terra).

La richiesta era assurda: le collisioni nel LHC sono molto meno energiche di quelle naturali causate dai raggi cosmici che colpiscono il pianeta.
Ma è possibile che, un giorno, una versione “truccata” del LHC potrebbe creare qualcosa che distrugga il pianeta – o addirittura l’universo – alla velocità della luce.

Probabilità: molto bassa.

Risultato: potenzialmente devastante.

6. LO SWITCH OFF DI “DIO”
simulazione
Molti scienziati hanno sottolineato che c’è qualcosa di sospetto riguardo il nostro universo.
Le costanti fisiche – i numeri che governano le forze e le masse fondamentali in natura – sembrano messe a punto per consentire alla vita di una qualche forma di esistere.
Il grande fisico Sir Fred Hoyle, una volta si chiedeva se l’Universo potesse essere un “inganno”.
Più di recente, il filosofo di Oxford Nick Bostrom ha ipotizzato che il nostro universo potrebbe essere una delle innumerevoli “simulazioni” in esecuzione in alcuni computer alieni, molto simile a un gioco per computer.
Se è così, dobbiamo sperare che gli esseri dietro il nostro universo non abbiano intenzione di premere il pulsante di spegnimento del “gioco”.

Probabilità: Secondo i calcoli di Bostrom, se alcune ipotesi sono fatte c’è la possibilità superiore al 50 per cento che il nostro universo non sia reale.
E sempre più sconcertante, l’assenza di prove di vita aliena potrebbe essere una prova indiretta che l’Universo non è ciò che sembra.

Risultato: Catastrofico, se i “giocatori” si rivoltassero contro di noi. L’unica consolazione è la consapevolezza che non vi è assolutamente nulla che possiamo fare al riguardo.

7. CATASTROFE CLIMATICA
fine del mondo
Quasi nessuno scienziato serio dubita oggi che le emissioni di carbonio prodotte dall’uomo stiano avendo un effetto sul clima del pianeta.
L’ultimo rapporto del Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici ha suggerito che ci troviamo di fronte un futuro di 3 o 4 gradi più caldo rispetto ad oggi.
Non sarà letteralmente la fine del mondo, ma l’umanità avrà bisogno di tutte le risorse a sua disposizione per far fronte a un cambiamento così drammatico.
Purtroppo, gli effetti del cambiamento climatico inizieranno proprio nel momento in cui si prevede un picco della popolazione umana, circa 9 miliardi entro la metà di questo secolo.
Milioni di persone perdereanno le loro case per l’innalzamento del livello del mare (fino a un metro o più entro il 2100) e il cambiamento dei modelli meteorologici potrebbero alterare drasticamente l’agricoltura.

Probabilità: E’ ormai quasi certo che i livelli di CO2 continuano ad aumentare a 600 parti per milione e oltre. Ed è altrettanto certo che il clima risponderà di conseguenza.

Risultato: catastrofico in alcuni luoghi, meno in altri (tra cui il Nord Europa, dove gli aumenti di temperatura saranno moderati dall’Atlantico).
La buona notizia è che a differenza di gran parte dei disastri qui elencati, abbiamo la concreta possibilità di fare qualcosa per il cambiamento climatico.