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Dare una luna alla Luna: lo strano piano della NASA

27 marzo 2015

nasa-luna-asteroide-orbitaROMA – Dare una luna alla Luna.
Non è un gioco di parole, ma l’ambizioso piano della NASA per creare una base orbitante intorno al nostro satellite per servirsene durante le missioni spaziali umane a lunga distanza.
Il progetto prevede di catturare un “pezzo” di asteroide e trainarlo nell’orbita lunare: al resto penserà la fisica gravitazionale.
La Asteroid Redirect Mission (Arm) ha un costo stimato di circa 1,25 miliardi dollari, senza contare le spese di lancio, e se tutto andrà secondo i piani, il decollo è fissato per dicembre 2020.


Con l’evolversi delle opportunità scientifiche e tecnologiche, raggiungere Marte – “umanamente” parlando – non è più una realtà così fantascientifica.
Tuttavia, i mezzi oggi a disposizione non sono ancora sufficienti per affrontare un viaggio spaziale di 500 giorni (solo andata), soprattutto a livello pratico (carburante in primis).
Dopo lunghi studi, la NASA ha deciso di attuare il progetto: il primo passo per raggiungere Marte è atterrare su un asteroide.
Una “nave robot” catturerà e reindirizzerà un pezzo di asteroide in orbita intorno alla Luna, diventando una stazione di avamposto sulla strada per le destinazioni spaziali a lunga distanza.

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La NASA prevede di studiare l’asteroide per circa un anno e sperimentare tecniche di “rinvio” che un giorno potrebbero essere necessarie per salvare la Terra da una collisione con una roccia spaziale potenzialmente catastrofica.
Finora, la NASA ha tre asteroidi candidati, ma la decisione definitiva sarà presa non prima del 2019.

Per cominciare, la sonda destinata all’asteroide verrà alimentata da una propulsione elettrica solare, che genererebbe la spinta accelerando le particelle cariche chiamate ioni.

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Una volta selezionato il posto per l’atterraggio più adatto, la sonda dovrebbe dirigersi verso la superficie e installare una coppia di bracci robotici che si aggrapperanno come un gancio al masso scelto, dai 2 ai 4 metri di larghezza.
Il pezzo di roccia spaziale catturata, che rimarrà attaccata alla sonda, sarà poi “spinta” in un’orbita alta intorno alla Luna, una manovra che durerà circa sei anni.

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La sonda dovrebbe includere anche un “aggancio ad anello”, cosicché la nave spaziale della NASA, Orion, portando due astronauti, potrebbe raggiungere l’asteroide, una missione prevista per il 2025.