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La Cina vieta gli spogliarelli ai funerali: soppressa una tradizione secolare

24 aprile 2015

cina-spogliarelli-funeraliROMA – Paese che vai usanze che trovi.
Così come in Cina, dove in alcune regioni rurali vi è la tradizione ai funerali di assumere una spogliarellista.
Per quanto suoni bizzarro, si tratta di una celebrazione elaborata per rendere omaggio con “stile” al defunto e attirare più gente alla cerimonia.
In alcune culture asiatiche, il funerale è un l’ultima occasione per la famiglia e la comunità di garantire che il defunto viaggi sereno nell’aldilà.
E una grande folla alla cerimonia è anche un indicatore di classe: più gente c’è più la famiglia è importante.
Ma la pratica è rimasta in gran parte un fenomeno underground fino al mese scorso, quando sono emerse online le fotografie di due eventi “scandalosi”, a Hebei e Jiangsu.

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Citando “spettacoli pornografici”, il ministero della cultura cinese ha emesso un comunicato annunciando un giro di vite su questi “spogliarelli funebri”.
Tali performance – si legge – minano “il valore culturale del mondo dello spettacolo”.

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L’anno scorso, il Ministero della Pubblica Sicurezza cinese ha ordinato alla polizia in tutta la Cina di intensificare gli sforzi per affrontare i “tre vizi”: la prostituzione, il gioco d’azzardo e il traffico di droga.
Nel mese di febbraio 2014, una repressione massiccia contro la prostituzione nella città meridionale di Dongguan, soprannominato “Sin City” per la sua grande “industria del vizio”, ha fatto irruzione in 2.000 stabilimenti e messo agli arresti più di 900 persone.