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Quest’uomo si è fatto spedire in una scatola di legno da Londra in Australia

30 giugno 2015

uomo-scatolaROMA – Questa è l’incredibile storia di un uomo che pur di raggiungere la figlia dall’altra parte del mondo, ha fatto un viaggio di 63 ore chiuso in una scatola di legno.
Quando l’australiano Reg Spiers si trovò al verde a Londra senza abbastanza denaro per comprarsi un biglietto aereo per tornare nella sua casa ad Adelaide, ha deciso di “spedirsi” in una scatola di legno.
Era il 1964, e l’allora 22enne campione di lancio di giavellotto era in Gran Bretagna, disperato per non poter tornare per il compleanno di sua figlia.
Così, si presentò nell’appartamento del suo caro amico, John McSorley, e gli spiegò il problema.
Troppo impaziente per lavorare e risparmiare i soldi per un biglietto aereo, Spiers si fece aiutare dall’amico e iniziarono a costruire una scatola di legno, tramite la quale sarebbe riuscito a farsi trasportare “furtivamente” dall’aereo.

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La cassa era stata costruita su misura,1,52m di altezza per 91 cm di larghezza per 76 cm di profondità.
Sarebbe stata spedita con l’etichetta ‘emulsione plastica’, inviata da una fittizia azienda chimica britannica ad una società di scarpe falsa a Perth.
Il pagamento sarebbe stato fatto alla consegna del “pacco”, ma ovviamente il destinatario non lo effettuò mai, visto che era anch’esso una persona inesistente.

McSorley costruì la scatola dentro il suo appartamento, con un numero di “optional” tra cui cinghie laterali e una cintura per tenere Spiers fermo quando la cassa sarebbe stata caricata sull’aereo.

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La scatola di legno aveva anche un’apertura alle due estremità, in modo da Spiers poteva uscire e camminare intorno una volta che l’aereo era in volo.

Ma Spiers fu anche aiutato dalla fortuna.
Dal 1960, le stive di molti aerei di linea commerciali furono messe sotto pressione e riscaldate, per proteggere le merci spedite.
Questo significa che Spiers è stato in grado di respirare dentro l’aereo, evitando di morire congelato.
L’uomo non mangiò per una settimana, in preparazione per il suo viaggio, al fine di rallentare le sue funzioni corporali.

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Confezionò una piccola borsa con effetti personali essenziali come il passaporto, e cibi e bevande tra cui una bottiglia di succo di frutta, due barattoli di spaghetti, un pacchetto di biscotti, una tavoletta di cioccolato e un pacchetto di gommose alla frutta.

Il folle piano funzionò.
Quello che seguì fu un viaggio di 63 ore da incubo in tre continenti, soffrendo la disidratazione quando il “pacco” venne lasciato sull’asfalto rovente a Bombay, in India, durante il rifornimento del carburante dell’aereo.

Ma Spiers sopravvisse, ed ha continuato a vivere una vita straordinaria, in cui ha continuato a viaggiarr per il mondo, assumendo false identità.