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Misteriosa creatura marina gigante spiaggiata in Russia

1 luglio 2015

ROMA – I resti di una creatura marina gigante con un ‘becco’ e pelliccia sono stati ritrovati su una spiaggia della Russia orientale.
Gli scienziati devono ancora identificare lo strano ‘mutante’, che ha delle somiglianze con un delfino, ma è due volte più grande di un essere umano.
Trovato sul litorale vicino l’aeroporto di Shakhtersk a Sakhalin Island – un posto più vicino agli Stati Uniti che a Mosca – la carcassa insanguinata è squarciata, svelando l’ossatura sottostante.
Le immagini pubblicate sul Siberian Times mostrano chiaramente quelli che sembrano essere lunghi e spessi peli sulla pelle della creatura, una caratteristica che ha lasciato perplessi i biologi marini.
Sembra un grande delfino, ma se così fosse sarebbe una specie rara.

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Le foto della carcassa hanno fatto scalpore su social media russi, dando origine ad un susseguirsi di ipotesi – più o meno credibili – sulla natura dell’animale.
Alcuni sostengono che assomigli a un delfino del Gange, che normalmente si trova nelle regioni di acqua dolce in India, Pakistan, Nepal e Bangladesh.
“Probabilmente, la nostra estate è così fredda che anche i delfini indiani che finiscano nelle acque locali si mettono la pelliccia”, ha scherzato un utente.

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Con una piccola protuberanza triangolare invece di una pinna dorsale, un colore marrone e la tendenza a nuotare su lati, il delfino del Gange è diverso da altre specie comuni di delfini.
Tuttavia, non ha la pelliccia e cresce al massimo 2,4 metri di lunghezza, molto più piccolo della carcassa spiaggiata sulla costa russa.
Ci sono circa 40 specie differenti di delfini al mondo, di cui la più grande è l’Orca, che cresce fino a 10m.

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Secondo il famoso parco marino Sea World, i delfini nascono con i corti peli, che perdono poco dopo la nascita.

David Smith, professore di Biologia Marina della Essex University, ha spiegato che anche se nascono con i follicoli piliferi, è improbabile che la peluria sopravviva in natura per lungo tempo.
Nei delfini, infatti, la perdita dei peli è molto rapida, e costituisce un fatto molto importante per la loro sopravvivenza in quanto impedisce agli organismi di incrostarne il corpo aumentando l’attrito con l’acqua.

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Secondo il professor Smith, la creatura scoperta in Russia potrebbe essere coperta da una sorta di ‘alghe filamentose’, che si trovano in acque eutrofizzate.
Ha anche suggerito che l’animale potrebbe essere un esemplare preistorico congelato nel permafrost.