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Oltre a SpaceX e Orbital, la Nasa mette sotto contratto Sierra Nevada con il suo Dream Chaser

20 gennaio 2016

dream-chaser (5)Il Dream Chaser è un veicolo spaziale riutilizzabile sviluppato dalla Sierra Nevada Corporation (SNC) per trasportare equipaggi e/o cargo in orbita terrestre bassa.

La navetta di Sierra Nevada è lunga 9 metri per 7 di larghezza (contro i 37×24 degli Shuttle) e pesa 11.300 kg, un sesto degli Shuttle. A differenza di questi ultimi, che con serbatoi aggiuntivi erano autonomi per il lancio, Dream Chaser deve essere portata in orbita da un lanciatore ed è disegnata per essere alloggiata all’interno di un guscio adibito a stadio superiore di razzi come Atlas V (Lockheed Martin-Boeing) o Ariane 5 (ESA/EADS SPACE Transportation). La capacità di carico è 5,5 tonnellate, contro i 25 degli Shuttle, inoltre può restare attraccata alla ISS fino a 210 giorni (contro i 20 degli Shuttle) e può consegnare a Terra dati ed esperimenti in 24 ore, mentre con le attuali capsule (Soyuz e Dragon) serve quasi una settimana.



E’ di questi giorni la notizia che la Nasa ha selezionato tre aziende private per il trasporto di carichi verso la Stazione Spaziale Internazionale (ISS). CRS-2 (Commercial Resupply Services 2), così è stata chiamata la seconda selezione di contratti che vede il rinnovo di SpaceX e Orbital ATK e il nuovo con Sierra Nevada Corporation.

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Le missioni previste dal nuovo contratto includono nuove opzioni riguardante la consegna (cibo, hardware, esperimenti scientifici), la restituzione e l’eliminazione di carichi sia pressurizzati che non pressurizzati.

Ogni missione potrebbe essere diversa perciò la NASA non ha fornito indicazioni sui costi individuali limitandosi a indicare una cifra complessiva potenziale di 14 miliardi di dollari e, le tre società sotto contratto, dovranno fornire almeno sei voli ciascuna. Questo valore totale parte da quest’anno, quindi includendo le missioni rimanenti del contratto CRS in atto, e arriva fino al 2024.


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Con il contratto CRS-2, la NASA porta avanti la nuova politica di collaborare con aziende private per sviluppare le navicelle spaziali americane. Ciò permetterà di aprire l’orbita terrestre bassa a nuove possibilità di affari in una frontiera che non è più solo scientifica ma anche commerciale.

Dream Chaser porterà materiali alla Stazione spaziale internazionale con sei voli dal 2019 al 2024. L’evoluzione del progetto prevede un equipaggio (fino a sette persone, come per gli Shuttle), anche se non c’è una esplicita manifestazione di interesse da parte della Nasa, e per eventuali missioni del genere per adesso le ipotesi si limitano ai voli orbitali o fino alla Stazione spaziale.


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Dream Chaser sarà lanciato con un razzo Atlas V, mentre la Orbital invierà nello spazio la Cygnus o con un proprio razzo Antares oppure con un Atlas V (come ha fatto con l’ultimo lancio). SpaceX continuerà invece a utilizzare il suo Falcon 9, unico lanciatore che sta sperimentando un sistema di rientro a Terra per abbattere i costi dei voli orbitali.