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Adele vs Trump, stop all’uso dei suoi successi

2 febbraio 2016

AdeleROMA – Non c’è feeling tra rocker, pop star e candidati repubblicani alla Casa Bianca. Il tentativo, infatti, di questi ultimi di rendere le tappe delle propria campagna elettorale più attraenti grazie a colonne sonore di successo ottiene l’unico scopo di far adirare i cantanti spingendoli fino alla diffida ufficiale ad utilizzare i propri brani. È successo a Bruce Springsteen che, nel 1984, vietò a Ronald Reagan l’uso di ‘Born in Usa’, succede oggi con Michael Stipe, dei REM, che ha vietato a Donald Trump e al senatore texano Ted Cruz (sempre repubblicano) l’utilizzo della sua canzone “It’s the End of the World as We Know It”.

Non solo americani. Un’antipatia quella che investe i repubblicani così radicata nel mondo musicale, o in buona parte di esso, da travalicare l’oceano. È di queste ore, infatti, l’arrivo di un’altra diffida sempre nei confronti del miliardario Trump. Ad irrigidirsi la star inglese Adele.

Pur sapendo che il candidato alla Casa Bianca in corsa per i repubblicani sia un suo fan scatenato, Adele lo ha diffidato dall’utilizzare, nel corso dei suoi comizi, il brano ‘Rolling In The Deep’. Ma non solo questo. Off limits per Trump anche il successo planetario ‘Skyfall’ saccheggiato di alcune sue strofe utilizzate dal miliardario per supportare i suoi slogan elettorali. Diffida, infine, anche per l’ultimo successo della cantante brittanica, ‘Hello’, utilizzato nella campagna elettorale in Iowa. Adele si è sentita talmente strumentalizzata dai repubblicani e, in particolare, da Trump da sentire il bisogno di annunciare ai suoi fan di non aver mai dato il suo sostegno alla candidatura di alcun membro conservatore nella corsa alla presidenza degli Stati Uniti.