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Legambiente, le città italiane alla prova del clima estremo

9 febbraio 2016

legambiente dissesto idrogeologico 3ROMA – Sono 101 i Comuni italiani dove, dal 2010, si sono registrati impatti rilevanti legati a fenomeni atmosferici estremi, con 204 eventi tra allagamenti, frane, esondazioni, con danni alle infrastrutture e al patrimonio storico. Secondo i dati del Cnr, dal 2010 al 2015 le sole inondazioni hanno provocato in Italia la morte di 140 persone e l’evacuazione di oltre 32mila cittadini.

Questi solo alcuni dei dati del rapporto ‘Le citta’ italiane alla sfida del clima’ realizzato da Legambiente in collaborazione con il ministero dell’Ambiente e presentato oggi a Roma. Negli ultimi 5 anni sono stati 91 i giorni di stop a metropolitane e treni urbani nelle principali citta’ italiane, prosegue il dossier, 43 invece i giorni di blackout elettrici dovuti sempre al maltempo. E se questi sono gli impatti piu’ visibili, non meno rilevanti sono gli impatti sanitari provocati dalle ondate di calore.

Numerose ricerche, infatti, segnala il dossier, hanno infatti dimostrato l’associazione tra elevate temperature e salute della popolazione, in particolare soggetti a rischio, soprattutto anziani che vivono in ambiente urbano. “I cambiamenti climatici in atto richiedono nuove forme di risposta alle emergenze e ai pericoli che incombono anche sulle nostre citta’”, segnala il dossier di Legambiente. “Nuove forme di pianificazione e di gestione delle aree urbane sono necessarie per mettere in sicurezza i cittadini e ridurre gli impatti sui quartieri e sulle infrastrutture dei centri urbani”, e “secondo gli esperti dell’Ipcc, infatti, saranno proprio le aree urbane a pagare i costi sociali maggiori del global warming in particolare nell’area del Mediterraneo”.

Insomma, “le citta’ sono il cuore delle sfida climatica in tutto il mondo perche’ e’ nelle aree urbane che si produce la quota piu’ rilevante di emissioni- avverte il dossier- ed e’ qui che l’intensita’ e lalegambiente dissesto idrogeologico 4 frequenza di fenomeni meteorologici estremi sta determinando danni crescenti, mettendo in pericolo vite umane e provocando gravi danni a edifici e infrastrutture”. In Italia sono diverse le ragioni per cui l’adattamento al clima deve diventare una priorita’ nazionale, infatti “l’81,2% dei Comuni e’ in aree a rischio di dissesto idrogeologico, con quasi 6 milioni di persone che vivono in zone a forte rischio idrogeologico”.

Il dossier evidenzia come molte grandi citta’ italiane hanno visto ripetersi negli anni fenomeni meteorologici estremi che hanno provocato danni alle infrastrutture e agli edifici e provocato morti e feriti. “Tra il 1944 ed il 2012 sono stati spesi 61,5 i miliardi solo per i danni provocati dagli eventi estremi nel territorio italiano”, e secondo i dati di Italia sicura, il nostro Paese “e’ tra i primi paesi al mondo per risarcimenti e riparazioni di danni da eventi di dissesto: circa 3.5 miliardi all’anno dal 1945 in poi. Dal 1950 ad oggi abbiamo contato 5.459 vittime in oltre 4.000 eventi tra frane e alluvioni”.

Questi dati dimostrano anche che “c’e’ stato un cambiamento nella quantita’ e intensita’ dei fenomeni di pioggia, che sempre piu’ spesso si concentra in pochi minuti con quantitativi di acqua che mediamente dovrebbero scendere in diversi mesi o in un anno”, e che quindi “c’e’ bisogno di attivare un sistema di risposta piu’ efficace, in base alle caratteristiche dei diversi territori, a volte condizionati da fenomeni di dissesto idrogeologico, altre dalle conseguenze di una gestione disinvolta del consumo di suolo, dell’edilizia o della rete di smaltimento delle acque”.