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Jihadi Bonnie sarà rilasciata su cauzione

11 febbraio 2016

Martello-giudiceRoma – Una teenager di Sydney, sposata con un presunto terrorista, potrebbe vedersela molto brutta. E’ soltanto una ragazza ‘problematica’ che ama suo marito, hanno detto i suoi avvocati. Alo-Bridget Namoa, si è presentata presso la Corte Centrale Locale questo mercoledì, dove il magistrato, Les Mabbutt, ha deciso di liberarla dalla sua breve detenzione e farla tornare dalla sua famiglia. Dopo aver appreso la notizia che Namoa sarebbe tornata a casa, dopo aver passato quasi una settimana nel carcere di Silverwater, i parenti hanno cominciato ad urlare e abbracciarsi in aula. La diciottenne, che ha indossato una sciarpa per coprirsi, ha tenuto per tutto il tempo la testa bassa e il viso nascosto, i procuratori hanno parlato dei suoi comportamenti sospetti, tra cui l’invio di messaggi riferendosi a lei e il marito come i nuovi ‘Jihadi Bonnie e Clyde’ e della propaganda estremista e delle istruzioni per costruire una bomba trovate nel suo telefono.

“E’ tutto scritto, e lei si mostra d’accordo sul fatto di essere una supporter delle organizzazioni estremiste islamiche.” Ha detto il procuratore David Anderson. Qualche settimana prima del suo arresto, il marito di Namoa, Sameh Bayda era stato trovato con una grande collezione di documenti falsi, come se volesse facilitare degli attacchi terroristici. La scorsa settimana, durante un interrogatorio, è stato chiesto a Namoa se lei e suo marito avessero scelto il posto del loro attacco, dopo aver trovato un coltello nella loro casa. Namoa però, non è stata accusata a causa del coltello e non può essere ricollegata a nessun attacco terroristico. Il suo legale, Sophie Toomey, l’ha difesa parlando della sua condizione mentale: ”Ms Namoa ha una storia davvero travagliata, per questo fatica a rispondere alle domande delle autorità … sono modi di fare scaturiti dal voler controllare a tutti i costi la sua grave ansia debilitante. Quello che state davvero osservando, vostro Onore, è una giovane ragazza impaurita che si rifiuta di rispondere alle domande per i motivi già descritti.” Il magistrato, Mr Mabbut, ha deciso di rilasciare la ragazza sotto severe condizioni, tra cui quella di non poter parlare con suo marito e i suoi suoceri e non poter usare un telefono o internet.

Fonte news.com.au