I nonni ci raccontano che per Carnevale i Palermitani andavano alla Marina per vedere sfilare le carrozze con le maschere. Per le strade dei quartieri popolari invece i bambini in maschera giocavano lanciando coriandoli sui passanti. Nelle case si preparavano dei dolci semplici ma buoni: le frittelle e i biscotti che si facevano con la pasta che rimaneva dagli altri dolci, e ancora la pignoccata, le chiacchiere. L'ultimo giorno di Carnevale i ragazzi preparavano un fantoccio di paglia vestito con abiti maschili, chiamato in dialetto siciliano " ‘u nannu".
‘U nannu veniva appeso ad un filo, per strada, e di sera veniva bruciato; ciò significava la fine dei divertimenti e l'inizio della Quaresima.
Andrea e Kevin, classe 2°C
DIREZIONE DIDATTICA
Edmondo De Amicis
plesso Rosso di San Secondo
PALERMO
Andrea e Kevin
SCUOLA PRIMARIA E. DE AMICIS PLESSO ROSSO DI SAN SECONDO - PALERMO
2 C