Recentemente, grazie anche ai mezzi di comunicazione, siamo abituati a concepire i dati statistici come gli oggetti dell’apprendista stregone della Disney, ingovernabili, oppure come una sorta di cavallo imbizzarrito che non si riesce a domare. Ogni volta percepiamo questi numeri come un pericolo imminente, come una catastrofe naturale, inevitabile, che si abbatte sulle nostre teste, non lasciando superstiti alle proprie spalle. L’Istituto Nazionale di Statistica(ISTAT), sempre più consapevole di questo crescente sentimento popolare, ha deciso di porre rimedio, organizzando l’ XI conferenza nazionale di statistica, che si è svolta a Roma il 20 e 21 febbraio 2013 presso il Palazzo dei Congressi all’ EUR.
Per il Presidente dell’ISTAT, Enrico Giovannini, “la scelta del titolo «Conoscere il presente, progettare il futuro» invita a riflettere su come andare oltre ciò che facciamo oggi, così da contribuire al meglio della definizione delle strategie di uscita dalla grave crisi in cui si trova il paese”.
Atre volte invece vediamo questa branca della matematica con gli stessi occhi del poeta trasteverino, Trilussa, che affermava
“Sai ched'è la statistica? È na' cosa
che serve pe fà un conto in generale
de la gente che nasce, che sta male,
che more, che va in carcere e che spósa.
Ma pè me la statistica curiosa
è dove c'entra la percentuale,
pè via che, lì,la media è sempre eguale
puro co' la persona bisognosa.
Me spiego: da li conti che se fanno
seconno le statistiche d'adesso
risurta che te tocca un pollo all'anno:
e, se nun entra nelle spese tue,
t'entra ne la statistica lo stesso
perch'è c'è un antro che ne magna due”(Trilussa, La Statistica)
Sono state quattro le grandi aree tematiche su cui verteva la due giorni di Roma dai censimenti , in cui si è parlato dell’ultimo censimento nazionale, agli incontri, passando per le visioni, dove si è discusso degli scenari futuri della statistica, fino a giungere allo spazio più interessante, quello dedicato alle nuove generazioni. L’intento di quest’ ultima sessione è stato quello di cercare di avvicinare i giovani alla statistica, tentando di colmare le asimmetrie informative.
Infatti come ha riferito Marina Peci dell’ISTAT “il ragionamento quantitativo va appreso fin da piccoli”. A seconda della fascia d’età sono stati previsti diversi progetti: per le elementari l’approccio ai numeri è dato dal gioco, per le medie tramite il problem solving e il coinvolgimento e per le superiori tramite la partecipazione attiva e la condivisione sulla rete. Durante quest’occasione è stata presentata la versione β( la cui fase definitiva sarà disponibile da settembre) del progetto OPENLAB, una piattaforma che, oltre a spiegare i concetti chiave della statistica, fornisce la possibilità di effettuare dei grafici e di costruire delle storie con i dati a disposizione. Questi racconti possono poi essere condivisi nella rete. Al momento sono poche le scuole su scala nazionale incaricate di sperimentare tale sito, tra le quali vi è il Liceo Classico “Luciano Manara” di Roma.
Al termine della prova gli alunni dell’istituto di via Bricci a Roma dovranno realizzare un feedback da consegnare all’ISTAT, evidenziando gli aspetti positivi e quelli negativi in modo da migliorare, se possibile, quest’ultimi. L’idea, originale e interessante, sembra avere numerosi sviluppi futuri.
L’importanza della statistica, che può far aumentare la consapevolezza del singolo cittadino ed essere anche uno strumento di valutazione dell’attività governativa, è stata riconosciuta a livello internazionale. Infatti il 2013 è stato proclamato International Year of statistics. Da oggi i giovani non avranno più un rapporto conflittuale con i numeri.
Andrea Sorrentino, III E,
Liceo Classico “Luciano Manara” Roma
Andrea Sorrentino
LICEO CLASSICO LUCIANO MANARA-ROMA
3 E