I miei miti sono.... i miti!!!
05 marzo 2013
Mi capita spesso di sentire espressioni come :” E’ un mito”! “Mitico”! pronunciate da adolescenti della mia età, riferite a personaggi del mondo dello spettacolo e dello sport, o peggio a individui noti per le loro malefatte. Ma cosa sono i miti al giorno d’oggi? Se chiedete a una persona qualsiasi vi dirà che sono uomini e donne che hanno una certa notorietà e che suscitano la nostra ammirazione come cantanti, attori, gente dello spettacolo in genere, calciatori, campioni dello sport.
La parola, in realtà, ha tutt’altro significato: il termine deriva dal greco” mythos” che significa per Omero “parola”,” discorso”, per Platone “ racconto”. I miti sono narrazioni fantastiche ma portatrici di messaggi che hanno una loro verità. Nascono dall’esigenza di rispondere alle grandi domande sull’origine dell’universo, dell’uomo, sul perché della vita, della morte, dei fenomeni naturali. Spesso a provocare questi fenomeni erano gli dei che risiedevano sull’Olimpo.
L’autorità assoluta era Zeus, figlio di Crono e di Gea, la terra. Zeus aveva ucciso il padre, salvando così i suoi fratelli Ade e Poseidone, che Crono aveva divorato per paura di essere spodestato. Zeus aveva preso in sposa Era, che tradiva regolarmente con donne mortali, da cui aveva dei figli, chiamati semidei.

Io non ho mai considerato le persone famose dei miti, nè le ho mai definite “idoli”. Questi termini non mi piacciono molto, perché sono usati spesso a sproposito, infatti, il mito si identifica quasi sempre con la notorietà che, a sua volta, si ottiene comparendo semplicemente in televisione per comportamenti poco edificanti.
Ritengo che, quando si sente pronunciare la parola “mito”, si debba pensare a Proserpina e all’alternarsi delle stagioni, a Ercole e alle sue fatiche, a Pandora e al vaso fatale , ad Atlante che sorregge il mondo, a Orfeo che con il suo canto commuove gli dei dell’Oltretomba, a Fetonte, maldestro conducente del carro del sole ecc.
Lo so, i ragazzi di oggi non ci pensano, ma io sì; amo molto i miti greci, ho letto numerosi libri sull’argomento sia per il piacere di leggerli che per motivi di studio , sono il genere narrativo che preferisco.

Oltre ai miti classici,sono stati pubblicati recentemente libri che ripropongono i miti,attualizzandoli.
Ne ho letti molti, uno in particolare mi ha colpito: la storia di Percy Jackson, un adolescente dislessico, con problemi di apprendimento e di rapporti con il prossimo. Il ragazzo scopre di essere figlio di Poseidone , così viene portato in un luogo dove sono radunati i figli di un dio e di un essere umano, i cosiddetti semidei. Insieme al suo amico Grover, un satiro, e Annabeth, figlia di Atena, dovrà affrontare diverse avventure per sconfiggere Crono, che aspira a riconquistare l’Olimpo e riprendersi il trono.
Questo genere di narrativa dimostra come i miti siano tuttora grande fonte di ispirazione; i miti classici restano, comunque, i più affascinanti, fantasiosi e significativi.


MARTINA VOLPE I A
Linguistico Liceo Scientifico Pitagora di Rende

Martina Volpe
LICEO SCIENTIFICO PITAGORA-RENDE
1 A

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