Internet non decolla: la Tv resta il media più seguito

4 dicembre 2009
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ROMA - Un primo fattore di preoccupazione è legato a Internet, che non riesce a decollare. Tra i giovani e i soggetti più istruiti il web ha una diffusione paragonabile a quella della televisione e del telefonino, ma tra le altre classi d'età e d'istruzione è praticamente un corpo estraneo. In Italia, si legge nel rapporto annuale del Censis, presentato oggi a Roma, il digital divide è ancora un decisivo fattore di rallentamento della modernizzazione del Paese.

Pur allargando le maglie della rilevazione, inserendovi anche quanti hanno un rapporto indiretto con la rete, gli italiani che nel 2009 hanno superato la soglia del digital divide sono solo il 48,7% del totale: molto meglio del 29% del 2006, ma sempre meno della metà della popolazione complessiva. Il digital divide è prima di tutto un problema generazionale, visto che l'84,2% dei giovani utilizza Internet, cosa che fa - anche solo occasionalmente - appena il 12,2% degli anziani.

Di conseguenza, l'Italia appare divisa in due, con una metà che usa abitualmente Internet e tutte le opportunità offerte dalla rete, e un'altra metà che praticamente la ignora. Secondo il Censis, l'analisi delle diete mediatiche degli italiani permette di individuare almeno altri due fenomeni di rilievo. Si può per prima cosa osservare che il numero delle persone che entrano in contatto solo con fonti audiovisive è rimasto stabile negli ultimi anni: era il 28,2% nel 2006 ed è il 26,4% nel 2009.

Questo significa che è difficile parlare di vero pluralismo delle fonti in presenza di un quarto della popolazione italiana che entra in rapporto con il mondo solo attraverso il filtro della televisione, specie se si considera che questa quota arriva a sfiorare la metà (il 42,1%) tra le persone che hanno più di 65 anni. Il secondo campanello d'allarme riguarda il ruolo sempre più marginale che vanno assumendo i media a stampa, un fenomeno che si può definire come press divide.

Rilevare che le persone estranee all'uso dei mezzi a stampa sono aumentate dal 33,9% del 2006 al 39,3% nel 2009 è già di per sè l'indice di un problema rilevante, ma è decisamente preoccupante accorgersi che questo fenomeno è stato determinato dagli utenti di Internet, che hanno più che raddoppiato la loro disaffezione per la carta stampata (erano al 5,7% nel 2006 e sono al 12,9% nel 2009).

Aver scoperto che in Italia c'è un 28,7% di giovani sotto i trent'anni che non leggono giornali, riviste e libri, mentre usano abitualmente Internet, così come la televisione, il cellulare e la radio, costituisce forse la novità più importante del 2009 circa i rapporti tra gli italiani e i media.

In definitiva, gli italiani che si possono effettivamente collocare tra quanti godono pienamente del pluralismo dei media corrispondono complessivamente al 35,8%: persone che leggono libri e giornali, guardano la Tv, ascoltano la radio, si connettono a Internet e, ovviamente, usano il telefonino. Nel 2006 erano solo il 23,3%, ma non è detto che aumentino ancora in futuro: anzi, se i giovani abbandonano i mezzi a stampa, è possibile che il loro numero sia piuttosto destinato a diminuire.