La benzina più verde arriva dai batteri

20 gennaio 2010
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ROMA - Idrocarburi da batteri geneticamente modificati, benzina che più verde non si può. E' dall'agosto scorso che in Francia è stata sperimentata in un laboratorio della società "Global Bioenergies" a Evry la possibilità di produrre isobutano. Dal gas si può ottenere benzina, gasolio o kerosene, con batteri che sappiano utilizzare gli zuccheri presenti in sostanze di origini vegetale come la melassa, ottenuta dalla raffinazione dello zucchero, e la paglia.

Il problema, ha spiegato il quotidiano francese "L'Express", è che una cosa è ottenere modeste quantità di isobutano in laboratorio e un'altra averne le quantità necessarie per una produzione industriale: sebbene il principio fosse noto da anni, solo cinque mesi fa si è passati dalla teoria alla pratica. Si tratterebbe di nuovi carburanti ecologici che rispetto a quelli attuali sarebbero un grande passo avanti: bioetanolo e biodiesel infatti secondo il giornale sollevano dei dubbi per l'energia necessaria per la loro produzione e la complicazione del processo, che in parte vanificherebbe i vantaggi. La società francese ci tiene a sottolineare che l'idea è realizzabile. A proposito, "L'Express" ha sentito Jean Weissenbach, genetista di livello nazionale: "Il progetto ha delle basi perfette dal punto di vista scientifico – ha detto Weissenbach – e sembra essere una possibile soluzione ai problemi ambientali".

Secondo l'azienda ci vorranno ancora due o tre anni per far partire la produzione, ci sarebbero in corso colloqui con grandi industrie francesi capaci di organizzare il tutto su larga scala. Anche negli Stati Uniti tuttavia c'è chi sta facendo quasi la stessa cosa: una delle grandi multinazionali del petrolio, la "Exxon Mobil", ha investito grandi somme sulla produzione di idrocarburi attraverso alghe geneticamente modificate. Secondo i francesi, però, il processo brevettato dalla "Global Bionergies" è molto più "pulito" in termini di inquinamento causato dai batteri stessi.