Ricerca, 30 milioni per 'cervelli' stabili
29 ottobre 2007
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ROMA - Saranno ripartiti entro Natale i 30 milioni di euro previsti dalla scorsa Finanziaria per il biennio 2007/2008 per la stabilizzazione di un migliaio di precari degli enti di ricerca. La comunicazione è stata data ai sindacati di categoria che stamattina hanno incontrato esponenti della Funzione pubblica, durante la protesta del comparto. Il Decreto del presidente del Consiglio dei ministri (DpCm) necessario sarà predisposto con l'Economia e portato poi in Consiglio dei ministri. Intanto, è stato mandato al Tesoro l'atto di indirizzo per il contratto della ricerca. Quello dell'Università, invece, deve ancora arrivare alla Funzione Pubblica.
In Finanziaria mancano le risorse per rinnovare il contratto per il biennio economico 2008/2009. Ma anche i rinnovi del 2006/2007 sono fermi al palo, così come gli stipendi degli oltre 120.000 lavoratori del settore università e ricerca che oggi sono in sciopero per chiedere al governo di stanziare i fondi necessari, e di farlo subito, nella Finanziaria 2008. Per questo, a Roma si è svolta la manifestazione nazionale organizzata dai sindacati confederali, con oltre 300 lavoratori che hanno protestato sotto Palazzo Vidoni, sede del
ministero della Funzione pubblica.
Una delegazione di 12 rappresentanti (6 dei sindacati di Università e Ricerca, 6 dei lavoratori precari) è stata ricevuta al ministero della Funzione pubblica. "Porteremo al ministro - spiega Maria Brigida, della Flc Cgil - le nostre istanze e anche le 3.000 firme che abbiamo raccolto perché siano inclusi nel piano di stabilizzazione dei precari previsto dalla Finanziaria 2007 anche gli atipici, più di 60.000 persone tra Università e ricerca, che sono rimaste fuori anche se fanno lo stesso lavoro dei contratti a tempo determinato".
La mobilitazione è stata voluta anche per risolvere il problema del precariato, che ha cifre da capogiro in questi settori. I lavoratori dell'università sono 100.000: il 70 per cento di questi ha contratti a termine. "Con punte del 100 per cento in alcuni atenei", sottolinea Alberto Civica, segretario della
Uil Università. Nella ricerca operano in 22.000: i precari sono oltre il 50%. "Ma in enti come l'
Isfol superano il 500%", aggiunge Civica. All'
Icram (l'ente che fa la ricerca sul mare) ci sono 60 lavoratori di ruolo e 400 precari. "Quello di oggi - spiega Enrico Panini, segretario nazionale della
Flc Cgil - è uno sciopero per rivendicare il diritto al contratto e chiedere di risolvere la piaga del precariato che costringe i nostri giovani ad andare all'estero per non tornare mai più".
Inoltre, aggiunge Civica (Uil Università), "va detto che manca anche la firma al dpcm che distribuisce i 20 milioni messi nella Finanziaria 2007 per assumere i precari: quei soldi sono fermi e le assunzioni puree". Davanti a Palazzo Vidoni ci sono rappredentanti del
Cnr, dell'
Infm, dell'
Università di Milano, dell'
Enea, dell'
Istat, dell'Icram. E anche i precari della
Croce Rossa, che chiedono di stabilizzare i loro 2.000 contratti a termine. Davanti a Montecitorio, invece, per il rinnovo dei contratti protestano i lavoratori di accademie e conservatori.
(Ami/Dire)