Berlusconi: la crisi si batte anche con la politica del cucù

25 novembre 2008
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ROMA - La crisi economica si batte anche con "la politica del cucù". Perchè "facilita le cose e consente di risolvere tutto più facilmente": a dirlo il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, all'assemblea degli imprenditori romani, ricordando il siparietto con Angela Merkel a Trieste, quando si nascose per poi fare cucù al cancelliere tedesco.

Berlusconi si rivolge agli imprenditori romani e assicura che "nei rapporti tra leader politici non ci sono regole diverse rispetto a quelli che avete voi tra colleghi e con i vostri clienti. Se i rapporti- insiste Berlusconi- sono cordiali e poi diventano amichevoli o affettuosi, tutto si risolve piu' facilmente".

"Abbiamo ereditato una situazione piu' negativa rispetto ai nostri colleghi europei. In Italia abbiamo il piu' elevato debito, che e' il 106 per cento del Pil. E' un miracolo negativo dei governi precedenti che hanno scelto la strada del consenso", dice ancora il presidente del Consiglio, sottolineando che "bisogna tenere conto di questa eredita' per apprezzare l'azione di questo governo".

"Il nostro paese ha fondati motivi per essere piu' ottimista degli altri nel pensare di superare questa fase di crisi senza troppi danni" prosegue il premier, e rilancia: "Se tutti mettessimo in campo lo stesso ottimismo, potremmo guardare con sicurezza al futuro".

Quanto alle misure che il governo varerà nel prossimo Consiglio dei ministri, Berlusconi afferma: "Ieri ho avuto risposte positive dai miei interlocutori. Ho segnato degli appunti prendendo in considerazione i suggerimenti e spiegando che ci saranno aiuti per le imprese e le famiglie".

E comunque, ricorda, "gli interventi anti crisi da soli non bastano a risolvere la situazione" la soluzione per fronteggiare l'emergenza economica, infatti, "sta tutta nell'atmosfera da creare insieme e nelle abitudini dei cittadini che non devono essere indotti da questa crisi a cambiare i loro stili di vita". Certo, aggiunge Berlusconi, "noi non possiamo esimerci dal raccontare la difficile situazione che stiamo attraversando ma e' solo dalla volonta' dei cittadini che puo', che deve venire la soluzione". Dunque, conclude il premier, e' necessario che non si formi "la paura" perche' le imprese di fronte a una minore domanda "saranno costrette a ridurre la loro produzione", e questo provochera' "una spirale che portera' a famiglie piu' povere e a minori consumi".


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