Sanità. Fazio: Meno di 300 parti l'anno? Chiudere struttura
11 dicembre 2008
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Welfare
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Lancio
(DIRE) Roma, 11 dic. - "Le strutture ospedaliere con un numero minimo di parti all'anno, che si aggira intorno ai 200 - 300, non hanno motivo di esistere. Nel Sud il problema è che i piccoli ospedali con un numero basso di parti vogliono mantenersi in vita, ma ciò è contro l'interesse della popolazione perchè in queste strutture non può essere garantita ai pazienti la stessa assistenza dei grandi ospedali".
E' quanto afferma il sottosegretario al ministero della Salute, Ferruccio Fazio, intervenendo questa mattina all'ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, alla presentazione dei risultati del progetto Euro -Peristat 'La salute materno - infantile in Europa'. Per Fazio "occorre razionalizzare la rete ospedaliera dei parti in linea con l'Oms che indica in 500 il numero minimo di parti all'anno. Si tratta di uno dei punti caldi della programmazione sanitaria". Analizzando i dati a disposizione del ministero, Fazio sottolinea che "in Italia gli ospedali che effettuano meno di 300 parti all'anno registrano il 50 per cento di cesarei a fronte del 5 - 10 per cento delle strutture con oltre 300 parti all'anno.
Il 66 per cento dei punti nascita hanno meno di mille parti mentre solo il 33 per cento supera questa quota". Evidente è la disomogeneità tra le regioni del Nord e del Sud Italia: "In Piemonte, Veneto ed Emilia Romagna - spiega Fazio - oltre l'84 per cento dei parti si svolge in grandi ospedali che rappresentano il 60 per cento di tutti i punti nascita delle tre regioni. In Abruzzo e Sicilia, invece, il 30 per cento si svolge in strutture che registrano meno di 500 parti all'anno e in Sardegna, addirittura, il 59 per cento dei parti avviene in ospedali con meno di 800 parti all'anno". Da qui, dunque, la necessità di riorganizzare la rete: e in questo senso va anche il progetto che riguarda le isole minori.
Riguardo poi il record europeo di parti cesarei evidenziato dal Rapporto Euro - peristat, Fazio afferma che è necessaria un'azione incisiva soprattutto nelle regioni del Sud dove il tasso è più elevato: "Nei piani di rientro delle regioni meno virtuose - dice Fazio - abbiamo predisposto delle linee guida per spingere queste regioni a rientrare nei parametri ottimali".
(Est/ Dire)