L'alcol "corteggia" gli uomini: uno su cinque cede

27 gennaio 2009
AMARE | Salute | Articolo


ROMA - La dipendenza da alcol è un rischio per un uomo su cinque. Per le donne, invece, le probabilità si dimezzano: l'alcolismo colpisce una lei su dieci. Secondo una ricerca americana, quindi, nei Paesi occidentali, l'alcol è uno dei principali nemici maschili. La minore incidenza del "gomito alto" tra le donne è legata soprattutto a fattori culturali: è più frequente infatti che siano astemie o che bevano molto poco, di conseguenza - su larga scala - diminuisce la possibilità tra la popolazione femminile di sviluppare questo disturbo.

Ai medici spetta il compito di individuare i segnali della dipendenza nei loro pazienti. Oltre ai più classici sintomi come l'astinenza, esistono comportamenti tipici comuni a tutte le persone con problemi legati all'alcool, tra cui la difficoltà nel ricordare eventi importanti e l'incapacità di porsi un limite nel bere. Le terapie contro l'alcolismo risultano efficaci nel 50-60% dei casi: sia le donne che gli uomini mostrano segni di ripresa sostanziali nell'arco di un anno dal trattamento e ulteriori miglioramenti negli anni successivi.

La dipendenza, che si sviluppa solitamente tra i 25 e i 30 anni, può essere legata per il 40-60 per cento a fattori genetici. Per il resto è causata da fattori ambientali e dalla storia personale di ogni individuo. "Una volta che ti viene fatta una diagnosi del genere, di solito vuol dire che ti stai accorciando la vita di 10-15 anni", così si è espresso Marc Schuckit, lo specialista che ha pubblicato i risultati delle sue ricerche su The Lancet. Oltre ai danni diretti sugli organi più interessati dall'assunzione di alcol, infatti, bere troppo incrementa il rischio di malattie cardiache e di cancro: il 75% dei casi di tumore al cervello e alla trachea sono bevitori. Senza contare che aumenta del 40% gli attacchi depressivi.

(Cac/Dire)