Ottimisti o pessimisti, dipende tutto da un gene

26 febbraio 2009
AMARE | Salute | Articolo


ROMA - Non è solo una questione di carattere. Tra coloro che riescono sempre a cogliere il lato positivo delle cose e coloro che vedono sempre tutto 'nero', non c'è solo una differenza di personalità, ma anche di geni.

Questo è quanto emerge da una ricerca condotta dagli studiosi dell'Università di Essex, secondo i quali, il fatto di vedere il bicchiere 'mezzo pieno' o 'mezzo vuoto', dipenderebbe da un gene adibito al trasporto di sostanze chimiche come la serotonina, in grado di influenzare la visione delle cose. Studiandone la conformazione, è emerso che della particella cromosomica esistono due versioni: una 'lunga' e una 'corta'. Chi possiede la prima ha tendenzialmente una visione ottimista, chi possiede la seconda al contrario, vede le cose in modo pessimista.

Per giungere a tali risultati, i ricercatori hanno preso in esame 97 volontari cui sono state mostrate venti immagini positive, venti immagini negative e quaranta neutre. Osservando il grado di attenzione che ogni volontario mostrava per ciascuna immagine, è risultato che contrariamente a quelli con il gene corto, che erano attirati da quelle negative, i possessori del gene lungo si soffermavano sulle immagini positive.