Parlamento. Ecco il ddl Zanda, 400 deputati e 200 senatori
27 maggio 2009
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Roma, 27 mag. - Ridurre subito il numero dei parlamentari attraverso un ddl di revisione della Costituzione che fissa a 400 il numero dei deputati e a 200 quello dei senatori.
È questa la proposta contenuta nel ddl che il vicepresidente dei senatori del Pd, Luigi Zanda, ha depositato lo scorso novembre al Senato e attorno al quale si è acceso ieri a Palazzo Madama uno scontro tra la maggioranza e il Pd, su tempi e modi per l'esame di questo provvedimento.
Il ddl, che risulta assegnato alla commissione Affari costituzionali dalla fine del 2008, è formato da 2 articoli che chiedono la modifica, rispettivamente, dell'articolo 56 e 57 della Costituzione. Il primo prevede che "il numero dei deputati è di quattrocento, otto dei quali eletti nella circoscrizione Estero" (attualmente sono 630), il secondo apporta le seguenti modifiche: "Il numero dei senatori elettivi è di duecento, quattro dei quali eletti nella circoscrizione Estero" (attualmente sono 315, più i senatori a vita).
Dai resoconti della commissione Affari costituzionali del Senato risulta che la questione dell'esame del ddl 1178 del senatore Zanda venne affrontata nella seduta del 18 marzo scorso, a seguito di una lettera del presidente Schifani in cui si segnalava che nella conferenza dei Capigruppo la presidente del gruppo del Pd Anna Finocchiaro aveva sollecitato l'esame del provvedimento. Dopo un breve dibattito il presidente della commissione Carlo Vizzini aveva rinviato ogni decisione all'Ufficio di presidenza allargato ai rappresentanti dei gruppi.
Nella seduta del 24 marzo si legge che il presidente Vizzini "riferisce sull'esito della riunione dell'Ufficio di presidenza integrato dai rappresentanti dei gruppi parlamentari, che si è appena concluso: si è convenuto, di comune accordo, che l'esame del disegno di legge costituzionale n. 1178, d'iniziativa del senatore Zanda, recante: 'Modifiche agli articoli 56 e 57 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari', si svolgerà congiuntamente a quello di altre proposte di revisione costituzionale in materia di struttura e funzioni delle Camere, già presentate o preannunciate". Non risultano posizioni contrarie.
Ma da allora l'esame congiunto delle diverse proposte (tra cui quelle dei senatori Andrea Pastore, Stefano Ceccanti e Oskar Peterlini) non è mai cominciato.