Pasta e pane a piccole dosi: la sazietà aumenta
22 luglio 2009
AMARE
|
Salute
|
Articolo
ROMA - Basta ridurre di poco i carboidrati nella dieta per sentirsi più sazi e quindi mangiar meno: è questo quanto sostenuto da una ricerca americana, presentata a Washington all'ultimo congresso dell'Endocrine Society statunitense. Magiando meno pasta e pane, quindi, non si dimagrisce ma almeno non si ingrassa.
La dottoressa Barbara Gower, nutrizionista dell'università di Birmingham in Alabama ha sperimentato lo studio dando a 30 persone una dieta che apportasse calorie in quantità tale da non modificare il peso. Ognuno veniva pesato una volta a settimana e se si perdevano o acquistavano chili subito veniva modificato lo schema dietetico. A 14 partecipanti la nutrizionista ha prescritto una dieta standard, con circa il 55% delle calorie da carboidrati; ad altri 16 ha dato la dieta a ridotto contenuto di carboidrati, riducendone la quota al 43%. Piccola, sostanziale precisazione: i due regimi erano uguali per quantità di proteine, a colmare il divario fra l'uno e l'altro ci pensavano i grassi.
Dopo un mese di dieta la Gower è passata al test vero e proprio: ha fatto mangiare a ciascuno la colazione tipica del proprio regime dietetico, misurando prima e dopo i livelli di insulina, la glicemia e chiedendo a ognuno di quantificare il senso di fame e sazietà. Insulina e glicemia sono state quantificate perché influenzano il senso di sazietà. Infatti, "con la dieta a ridotto contenuto di carboidrati si riesce a ridurre l'insulina e a mantenere stabile la glicemia, due elementi che contribuiscono a diminuire la fame – riferisce Gower –. Tutti i volontari che erano stati sottoposti alla dieta con pochi carboidrati hanno detto di sentirsi più sazi sia prima che dopo il pasto-prova. Questo significa che la dieta riduce il senso di fame: un elemento che nel lungo periodo può aiutare a diminuire il consumo di calorie e quindi far perdere peso".