Pedofilia. Telefono Arcobaleno: questa mattina condannato prelato

15 novembre 2007
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(DIRE) Roma, 15 nov. - Accusato di aver scaricato da internet immagini a carattere pedopornografico, questa mattina è stato condannato un sacerdote della Chiesa cattolica. A renderlo noto è, in una nota, Giovanni Arena, presidente di "Telefono Arcobaleno", associazione da undici anni in prima linea contro ogni forma di abuso sull'infanzia che si è dichiarata parte civile al processo contro il prelato. "L'operazione del nucleo investigativo telematico, denominata 'Video privé'- spiega la nota di Telefono Arcobaleno - era scaturita da una serie di dettagliate denunce presentate dall'associazione, aveva riguardato uno strato profondo della rete cui erano in grado di accedere soltanto gli utenti ben inseriti nei sodalizi internazionali di promozione e scambio della pedofilia".

L'indagine "aveva avuto a oggetto un sito internet italiano che generava centinaia di contatti giornalieri da tutto il mondo, al quale era possibile accedere soltanto da parte degli utenti in possesso della password". Con la sentenza odierna, informa la nota di Telefono Arcobaleno, "il tribunale haanche disposto la vendita del computer sequestrato al prelato, la distruzione delle immagini pedopornografiche che erano state rinvenute presso l'abitazione del prelato stesso".Il giudice "Stefania Scarlata della sezione penale di Siracusa - si legge nella nota di "Telefono Arcobaleno - ha ritenuto vera la ricostruzione dei fatti operata dall'accusa del procuratore aggiunto Toscano e del procuratore Nicastro, a seguito di un indagine del nucleo investigativo telematico su denuncia di Telefono arcobaleno". A conclusione del dibattimento, informa la nota, "la pubblica accusa ha chiesto e ottenuto per il prelato un anno e mezzo di reclusione e duemila euro di risarcimento".

"Non è sufficiente - spiega Giovanni Arena, presidente dell'associazione - che la Chiesa risarcisca materialmente il danno delle vittime, come è successo e succede, se colui che ha commesso quello che è un crimine contro l'umanità, continua a praticare il proprio ufficio sacerdotale tra la gente". In Italia, continua Arena, "sono diversi i casi di sacerdoti condannati o in attesa di giudizio. Da undici anni lottiamo per far emergere i casi di abuso sull'infanzia, ci confrontiamo quotidianamente con il sommerso e con la diffidenza delle vittime o di coloro che vorrebbero ma non denunciano, andiamo nelle scuole a parlare di diritto e di giustizia a bambini, lottiamo per il rispetto dei loro diritti come riconosciuti dalla Convenzione Onu che si ricorderà il prossimo 20 novembre".

(Com/Mua/Dire)

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