Intervista a Samantha De Grenet: "No all'abuso di immagine su Internet"

3 gennaio 2008
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Samantha De Grenet
ROMA - Dai fotomontaggi alle storie erotiche, all'uso illecito del proprio nome sul Web. Così Samantha de Grenet si è ritrovata vittima di Internet, protagonista di siti pornografici e esca per gli utenti, indotti dal suo nome ad accedere a pagine a dir poco edificanti. Ma lei, la bellissima modella e showgirl italiana, non c'è stata e grazie all'aiuto del suo legale è riuscita a mettere fine a questa spiacevole vicenda.

"Non navigo spesso in Internet - dice la de Grenet - e non sono molto tecnologica, per questo avevo sempre creduto a chi mi diceva che era impossibile risalire all'identità di chi mette in Rete, senza permesso e sfruttando nome e immagine, determinati contenuti. Poi quando ho conosciuto Antonino Polimeni, il mio attuale legale, esperto di diritto sul Web, ho capito che qualcosa si poteva fare e mi sono mossa di conseguenza".

In un anno e mezzo sono stati individuati e rimossi dalla Rete molti contenuti non autorizzati della modella, "almeno - spiega l'avvocato Polimeni - per quel che riguarda i siti nazionali. Le difficoltà cominciano invece quando i server si trovano all'estero, in quei casi è difficile individuare i responsabili dei domini, che sono spesso di terzo livello e che permettono quindi di nascondersi dietro altri nomi. Per non parlare delle difficoltà probatorie dovute al mezzo, dove è possibile cancellare tutto con grande velocità, rendendo spesso quasi impossbile dimostrare che una pagina è davvero stata pubblicata".

Oggi la de Grenet non ha più nemmeno un sito web ufficiale. "Stiamo facendo causa per recuperare il dominio - ha detto la modella - perché l'ultima volta che ho tentato di accedere alla mia homepage si sono aperti tre miliardi di siti con il mio nome. E' necessario che questo mercato si fermi, è fondamentale evitare che qualcuno si arricchisca sfruttando il tuo nome e soprattutto utilizzandolo in maniera indebita e alquanto screditante. Per me questo è ancora più importante oggi che sono mamma".

(Fpi/Dire)