La generazione Y di Cuba
26 febbraio 2008
CONOSCERE
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Politica
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Articolo
Yoani
Roma - Il
dopo Fidel, in realtà, era iniziato già da anni a Cuba. Almeno a guardare le immagini dell'assemblea nazionale mentre
Alarcòn, il presidente, dà l'annuncio su chi, da pochi giorni, riveste il ruolo di lider maximo.
Raul Castro, 76 anni, succede ufficialmente a suo fratello Fidel: una storia già scritta da tempo e, in fondo, già vista. Così la pensa la maggior parte dei cubani e in questo sono d'accordo tanto coloro che sostengono la
revolution che gli esuli dall'altra parte del mare, a Miami, dove si continua ad attendere la fine del sogno comunista.
Anche in Rete, la
jente de Cuba, quella che può scrivere liberamente, non ha molto da dire sulla nuova composizione del governo: tutti volti conosciuti, parte attiva dagli anni della rivoluzione ad oggi. Il secondo in carica è, infatti,
Josè Ramòn Machado Ventura, simbolo dell'ideologia comunista sull'isola.
Due dovrebbero rappresentare i "giovani" di cui
anche Fidel aveva auspicato l'ascesa per il futuro di Cuba. Si tratta del vicepresidente
Carlos Lage Dávila e di
Esteban Lazo Hernandez. Il primo è nato nel 1951, ha quindi 57 anni e per molto tempo era stato indicato come l'uomo che poteva soffiare il posto a Raul nel succedere a Fidel. Il secondo, classe 1944, ha già ricoperto diversi ruoli importanti ed è nel partito dal 1963. Insomma, proprio di giovani non si tratta.
Ma i giovani, allora, quelli che possono realmente definirsi tali, dove sono? A questo proposito un blog molto interessante si chiama
Generazione Y, è di Yoani Sánchez, classe 1975, e così si autopresenta: "
Questo è un blog ispirato alla gente come me, con nomi che iniziano con la y greca, nati a Cuba negli anni 70 e 80, "segnati" dalle scuole delle campagne, i cartoni russi, le uscite dall'isola illegali e la frustrazione".
Poi Yoani cita alcune persone, suoi compagni di un tempo, e li invita a scriverle, a mantenere un contatto.
In un
post, intitolato,
Un anno dopo, la giovane cubana spiega le ragioni per cui ha deciso di iniziare a pubblicare i suoi pensieri in Rete.
Tutto ha inizio con una delusione. Accade quando Yoani, insieme a un gruppo di giovani amici, prova nel gennaio del 2007 ad entrare e partecipare ad una conferenza nella Casa delle Americhe all'Havana in cui si parlava di una modernizzazione nella comunicazione a Cuba. I ragazzi vengono bloccati alla porta e dentro i "burocrati" continuano a discutere senza ascoltare la gioventù cubana. Ricorda la blogger: "Dentro la voce del ministro della Cultura ripeteva che dissentire è come tradire". A questo post,
generazione Y ha ricevuto ben 857 commenti da oggi.
Rispetto all'elezione di Raul, poi, Yoani spiega che per comprendere il discorso di quest'ultimo sì è dovuta calare nei panni dell'archeologo francese
Champollion, colui che decifrò la stele di Rosetta. Comunque, la sua conclusione è ben espressa nella parte del suo post in cui dice: "
Lancio una proposta modesta: cambio le tre libre di zucchero, i tre chili mensili di riso e di caffè che mi danno al mercato razionato per una dose estesa di libertà di espressione".
Ecco, invece, alcuni commenti dai blog italiani.
Claudiocaprara: "Raul... Il nuovo che era avanzato".
semidiceviprima: "Accettando la nomina alla guida di Cuba, Raul si è detto cosciente che «Fidel è Fidel» e quindi è «insostituibile». Pertanto il nuovo leader cubano ha chiesto al Parlamento l'autorizzazione a continuare a consultare il fratello sui principali affari di Stato".
Lostonato: "Le possibilità che un outsider potesse a sorpresa cambiare lo scenario di una elezione che a L'Avana si dava per scontata, è andata via via scemando con il passare delle ore, fino alla pubblicazione del lavoro della Commissione nazionale per le candidature che ha riconfermato Ricardo Alarcon alla presidenza dell'Assemblea, e soprattutto ha spalancato il cammino verso la presidenza a Raul Castro".
Giannipardo: "Robert Kagan, sul New York Times, si augura che la malattia di Fidel Castro e il passaggio del testimone al fratello Raúl possano essere l’occasione d’oro per riportare Cuba alla democrazia. Gli Stati Uniti dovrebbero revocare l’embargo in cambio di elezioni veramente libere: con una libera stampa, con veri partiti di opposizione, sotto controllo internazionale ... Può darsi che il prolisso regime castrista si avvii alla sua fine perché tutto ciò che è umano ha un termine. Può darsi che ci siano già in giro, all’Havana, i germi della sua decomposizione. Può darsi che qualcuno stia solo aspettando che Fidel non ci sia più, per sbarazzarsi della sua controfigura e prendere il potere. Ma quando? E poi, per passare alla democrazia o per instaurare un’altra dittatura? Nessuno può dirlo".
Intanto Raul ha deciso, tra i suoi primi atti ufficiali, di incontrare il cardinale Bertone, in visita ufficiale in occasione del decimo anniversario del viaggio a Cuba di papa Giovanni Paolo II.
Raul Castro vota:(Let/Dire)