Confindustria la vede nera: dal lavoro ai consumi, "peggio di una guerra"
28 giugno 2012

ROMA - Saranno quasi un milione e mezzo le unita' di lavoro perse a fine 2013. Lo rileva Confindustria negli scenari economici del Centro Studi. Il Csc sottolinea che "le condizioni del mercato del lavoro italiano sono in forte deterioramento" e stima che il 2013 si chiudera' con 1 milione e 482mila unita' di lavoro occupate in meno rispetto a inizio 2008.

Sul fronte della disoccupazione il Centro studi stima che nel 2012 la disoccupazione si attestera' in media anno al 10,4% (10,9% nel solo IV trimestre). Per poi arrivare al 11,8% nel quarto trimestre del 2013. Se si considera solo il quarto trimestre il tasso di disoccupazione raggiunge il picco massimo del 12,4% (13,15% contando gli inoccupati Cig). Per quanto riguarda le retribuzioni: +1,2% nel 2012 e +1,1% nel 2013 (quasi un punto in meno complessivamente rispetto alle stime di dicembre)".

RITORNO ALLA LIRA COLOSSALE PATRIMONIALE - "Il ritorno alla lira si tradurrebbe per gli italiani nella piu' colossale patrimoniale mai varata". Lo sottolinea Confindustria nelle previsioni del Centro Studi, osservando che "sia per gli effetti diretti sul valore delle attivita' delle famiglie e del loro reddito sia perche' davvero le ricchezze private, ovunque detenute (anche illecitamente), verrebbero inevitabilmente sottoposte a una radicale tosatura per ristabilire un po' di ordine nel bilancio pubblico e nella giustizia sociale, di fronte al profondo impoverimento della maggioranza della popolazione".

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