Dai Comuni alle Regioni: rivolta contro i tagli. Bersani: "Basta mazzate alla sanità"
06 luglio 2012

ROMA - "Attenzione a non dare una mazzata al Servizio sanitario nazionale", e' il primo commento del Segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, alle misure sulla Spending review decise la notte scorsa dal Governo. "Dobbiamo vedere le carte - ha chiarito il leader democratico - ma, a una prima occhiata, ci sono anche delle cose che ci piacciono, in tema di ordinamento degli enti locali, e sono stati fatti dei passi avanti anche sui costi standard. Ma sulla sanita' - ha proseguito - ci sono cose che ci preoccupano molto. Bisogna stare attenti a non dare una mazzata al Servizio sanitario nazionale". Con una battuta poi Bersani ha sintetizzato ai giornalisti le conseguenze di anni di provvedimenti sulla sanita'. "Nella prospettiva dei prossimi due anni, per la sanita', a Tremonti si aggiunge Monti: ci sono troppi Monti da scalare. Ci sono cose che ci preoccupano molto. I governatori - ha spiegato Bersani - hanno ragione e' gente che pensa, non sono azzeccagarbugli". Ha concluso Bersani: "Per quest'anno si tratta di trovare i soldi, attraverso misure di risparmio, per non aumentare l'Iva. Poi, per il 2013 - 2014, bisogna vedere cosa fare per il comparto della sanita': gli spazi per ridurre le spese ci sono".

80MILA POSTI LETTO IN MENO - "Con la spending review si dara' il colpo di grazia alla sanita' italiana che si riflettera' direttamente sulla condizione di milioni di anziani e pensionati. I 4 miliardi di euro che vengono ora sottratti al fondo sanitario nazionale si aggiungono, infatti, agli oltre 12 miliardi di euro che sono stati gia' tagliati dal governo Berlusconi". Lo segnala lo Spi Cgil, sottolineando che "in questo modo alla sanita' italiana sono state tolte risorse per una cifra complessiva di 16 miliardi di euro nel triennio 2012-2014. Anche la riduzione dei posti letto previsto dalla revisione della spesa targata monti si somma a quella operata da chi lo ha preceduto. Si arrivera' cosi' alla cancellazione di 80 mila posti letto e alla chiusura di centinaia di piccoli presidi sanitari sul territorio". Rispetto ai ticket nel 2014 "la spesa per i cittadini aumentera' ancora e arrivera' a toccare quota 4 miliardi di euro. Di questi ben 2 miliardi di euro arriveranno dalle tasche di anziani e pensionati, che rappresentano circa il 50% degli utenti del servizio sanitario nazionale. A tale aumento non corrisponde, invece, un miglioramento della qualita' e della quantita' dei servizi. L'aumento della spesa e' determinato, soprattutto, dall'introduzione di nuovi ticket e super ticket, previsti dalle ultime manovre del governo berlusconi e che rappresentano una vera e propria 'tassa sulla salute'".

LE REGIONI: "A RISCHIO LA SALUTE DEI CITTADINI" - "Un governo che taglia 5 miliardi al servizio sanitario, dopo quelli, pesanti, di Berlusconi nel 2010, ha scelto di 'ammazzare' la sanita' pubblica. Neppure le Regioni piu' virtuose saranno in grado di resistere". Cosi' il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi. Sulla stessa linea il presidente della Regione Lazio, Renata Polverini: "Con i tagli alla sanita' imposti dal decreto sulla spending review approvato dal Cdm non saremo nelle condizioni di accogliere le persone che si recano nei pronto soccorso e che gia' ogni giorno devono fare una fila pazzesca.

Cosi' mettiamo a rischio la loro salute".

ALEMANNO: I COMUNI SI FARANNO SENTIRE - "I Comuni sono colpiti pesantemente da questa nuova manovra che si cela dietro la spending review. Ma di fronte ad una carenza di risorse cosi' forte e' inevitabile che i Comuni faranno sentire la loro voce". Cosi' il sindaco di Roma, Gianni Alemanno.

6 luglio 2012

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