TRASPORTI. MOBILITA', CITTA' IMPOSSIBILI PER DIVERSAMENTE ABILI
16 luglio 2012

(DIRE) Roma, 16 lug. - Le nostre città sono giungle per chi non ha la capacità di districarsi agevolmente tra i numerosi ostacoli. Questo è ciò che l’Osservatorio Linear dei servizi ha rilevato dall’ultima ricerca commissionata a Nextplora, che in vista delle paralimpiadi di Londra ha voluto interrogare gli italiani sui servizi dedicati ai disabili nelle proprie città e sui comportamenti scorretti da parte degli automobilisti che recano loro maggiori danni. In Italia secondo gli ultimi dati elaborati dall’Istat ('La disabilità in Italia. Il quadro della statistica ufficiale'. 2009) risiedono circa due milioni e 600 mila disabili, quasi il 5% per cento della popolazione italiana.

I risultati della ricerca non sono chiaramente dei più rosei. Il 67% degli intervistati pensa che le strade delle città non siano facilmente agibili per i portatori di handicap. A loro avviso molte sono ancora le avversità con cui i diversamente abili si devono misurare quotidianamente: scalini, passaggi stretti, pendenze eccessive, spazi ridotti sono all’ordine del giorno. Che dire poi di parapetti pieni, che impediscono la visibilità ad una persona in carrozzina o delle strade e marciapiedi con asfalto dissestato? Nel caso di persone non vedenti inoltre possono rappresentare casi di barriera architettonica anche semafori privi di segnalatore acustico o arredi urbani come panettoni o paletti. Sul fronte degli esercizi pubblici i più colpiti sono i bar e i ristoranti, che per il 42% degli intervistati non facilitano l’accesso alle carrozzine.

 

Anche i comportamenti dei guidatori recano danni ai diversamente abili, così la pensa la maggior parte degli italiani intervistati. Maggior senso civico è necessario affinché diminuiscano i parcheggi selvaggi che molto spesso (44% degli intervistati) ostruiscono gli scivoli che facilitano la mobilità dei diversamente abili, per non parlare poi dei posteggi loro riservati che diventano spesso territorio di conquista di automobilisti senza scrupoli (36%). Infine come non puntare il dito anche sulle automobili parcheggiate sui marciapiedi (18%) che ostruiscono il normale passaggio costringendo a deviazioni forzate e allo stesso tempo pericolose?

Capitolo mezzi pubblici. Anche sotto questo punto di vista le cose non migliorano. Un italiano su 3 (33%) pensa che i mezzi pubblici non siano pensati tenendo conto delle esigenze dei diversamente abili. Un 34% pensa che solo i mezzi di ultima generazione offrano loro adeguati comfort mentre un 28% è dell’idea che i servizi pubblici di trasporto siano efficienti solo in parte anche per le persone portatrici di handicap.

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