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Ricerca italiana trova una foresta fossilizzata in Antartide di 254 milioni di anni fa

10 maggio 2016

 

Lo scorso 27 dicembre 2015 è partita la trentesima spedizione italiana al Polo Sud, una ricerca che ha come obiettivo di studiare la storia geologica dell’Antartide per poi ricostruire quella di tutto il pianeta Terra. Le ricerche dell’Università di Siena delle ultime settimane condotte in Antartide hanno finalmente prodotto dei frutti. Infatti il docente di scienze fisiche Franco Talarico e il suo gruppo di ricerca hanno ritrovato i resti di una foresta vecchia circa 254 milioni di anni, e quindi risalente al medio Triassico, nell’area di Allan Hills, un rilievo montuoso nell’area orientale dell’Antartide. I tronchi sono inglobati nella roccia alla temperatura di -55°C. si tratta di una foresta probabilmente prodotta dall’attività di un antico sistema fluviale, vasta alcune migliaia di metri quadrati e fatta di tronchi carbonizzati e silicizzati. Probabilmente la foresta è stata distrutta da un incendio che ha favorito il processo di fossilizzazione che ha anche conservato dettagli anatomici del legno originario, gli anelli di crescita, la struttura lignea, i nodi di innesto dei rami sui tronchi e apparati radicali. Gli studiosi si chiedono da cosa può essere stato causato questo incendio, le probabili risposte sono un’eruzione vulcanica o addirittura un meteorite precipitato sulla Terra. Sono anche state ritrovate dalla spedizione italiana tracce di foglie fossili che hanno consentito di classificare, archiviare e schedare oltre 250 tronchi che permettono all’area di Allan Hills di diventare uno dei maggiori giacimenti fossili di tutta l’Antartide. Purtroppo però i disastri ambientali causati da cambiamenti climatici durante il Triassico non hanno permesso la presenza di fossili animali e vegetali nel sito distruggendone circa il 95%. L’Antartide, una volta facente parte dell’enorme continente della Pangea, ci ha dunque lasciato una testimonianza di questo fatto e una grande fonte geologica che potrebbe anche darci molte altre sorprese.

Giovanni D’Elia
Classe 1C – Liceo Classico “Galileo” di Firenze


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