Torna il Sei Nazioni. Obiettivo: 120mila spettatori all'Olimpico di Roma
23 gennaio 2014
ROMA - Obiettivo 120mila. Tanti sono gli spettatori che la Federazione italiana rugby si aspetta di portare allo stadio Olimpico di Roma per le due sfide 'casalinghe' del Sei Nazioni 2014, presentato oggi nel salone d'onore del Coni. Quest'anno, infatti, il calendario prevede due gare interne: il 22 febbraio contro la Scozia e il 15 marzo contro l'Inghilterra. La prevendita sta camminando, ha spiegato il presidente della Fir, Alfredo Gavazzi.

"Allo stato attuale abbiamo 90mila biglietti venduti per le due gare. Abbiamo l'obiettivo perlomeno di arrivare a 120mila spettatori, con una media di 60mila per gara. L'Inghilterra tira di piu' ma la Scozia e' comunque una gara importante, c'e' la possibilita' di confrontarci e di poter portare a casa un risultato positivo". Tra i tifosi della Nazionale ci sara' sicuramente anche Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio, che ha anche confermato di aver saltato "poche gare" del torneo in questi ultimi anni. Ha parlato dell'importanza di esserci "da tifoso e soprattutto da presidente, tentando di essere utile alla comunita' del rugby, alla squadra e all'evento". 

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Tra i protagonisti, fuori dal campo, Giulio Rubini, alias Chef Rubio, protagonista negli ultimi mesi su Dmax con un programma tutto suo sulla cucina. Ex rugbista, proprio per l'emittente digitale di Discovery Italia (che ha preso i diritti per trasmettere tutto il torneo in diretta) racconterà a modo suo le sfide tra le sei nazionali ovali. "Onestamente fino a qualche anno fa ero tra quelli che non vedeva bene il Sei Nazioni a Roma. Non vedevo cioè la gente appassionata come magari in Veneto, non vedevo in che modo un ragazzino potesse appassionarsi al rugby vivendo in un ambiente pallonare. E poi considerando anche i pochi centri per potersi allenare". E invece, racconta a Diregiovani, "grazie alla Nazionale ci siamo fatti rispettare, grazie al lavoro fatto la passione tra i tifosi è aumentatya sempre di più". E poi a Roma "c'è bel tempo, storicamente attrae". Alla fine, quindi, rimanere è stata "la scelta più giusta". Proprio con la 'scusa' del Sei Nazioni Rubio è protagonista di un altro programma. Dopo 'Unti e Bisunti' (ci sarà una seconda edizione), è diventato 'Cacciatore di tifosi'. Girando per la Capitale, infatti, va alla ricerca di quei potenziali tifosi rugbisti soprattutto tra persone che all'apparenza fanno pensare ad altro. "Dei passi avanti sono stati fatti- ha spiegato- Domande banali ormai non sono più fatte. Anche se un minimo di 'ignoranza' a proposito di questo sport c'è ancora".

rugby_chef_rubioRubio, ex terza linea, da piccolo sognava "di giocare un Sei Nazioni", ma poi per una serie di motivi, anche fisici, ha appeso gli scarpini al chiodo. Ha quindi portato avanti l'altra sua passione, ovvero la cucina: "È una passione che mi porto dietro da sempre, da quando sono nato. Sono un gran mangione: un amante della cucina non può prescindere dal mangiare. Altrimenti non sei un cuoco ma solo un esteta". Presente per il Comune di Roma l'assessore allo Sport, Luca Pancalli, subito chiaro nel comunicare di non avere a disposizione "buone notizie dal punto di vista del sostegno a iniziative importanti come queste. Ho preso pero' l'impegno per organizzare in Comune un incontro con il sindaco Marino per approfondire la situazione dell'organizzazione del Sei Nazioni. Attraverso l'organizzazione del Torneo si risottolinea la grande vocazione della citta' di Roma a organizzare grandi eventi sportivi. Una vocazione che la Capitale ha avuto da sempre". Pancalli ha ribadito: "Non siamo in grado di mettere sul piatto grandi investimenti, stiamo tentando di fare qualcosa comunque di importante, cioe' mettere in moto meccanismi virtuosi tali da collegare i grandi eventi anche a quelli meno importanti per usarli come traino anche per immaginare una crescita della societa'. Stiamo istituendo una cabina di regia che possa produrre virtuosismi. L'amore dei romani verso il Sei Nazioni e' autentico".

A ridosso delle gare, quindi dal mattino fino al tardo pomeriggio/serata, il Foro Italico sara' 'vestito' a festa con il Terzo Tempo Peroni Village: scorrera' birra a fiumi, come nelle tradizioni di questo sport senza alcuna conseguenza di ordine pubblico. E ci sara' tanta musica, dal vivo e per ballare sui vari palchi del villaggio per una festa che coinvolgera' tutti: vincitori e vinti, ma solo sulla carta.
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