La sessuologia
31 maggio 2012
sessuologiaSi deve al dermatologo-venereologo tedesco Iwan Bloch il termine “sessuologia”. Nel suo testo “La vita sessuale del nostro tempo nei suoi rapporti con la cultura moderna” pubblicato nel 1907, affermava che la “ vita d'amore” nella civiltà moderna doveva essere studiata integrando le conoscenze di discipline diverse quali: la biologia, la psicologia, l'antropologia, la filosofia, la medicina. L'esperto/a in sessuologia è colui che studia gli aspetti normali e patologici della sessualità in una prospettiva ampia e dinamica, che tiene conto degli aspetti fisiologici, psicologici, antropologici e relazionali. La sessuologia inizia ad acquisire un valore scientifico intorno agli anni 50', il “Rapporto Kinsey” sulle partiche sessuali degli americani, lavoro pioneristico sullo sviluppo della sessuologia clinica e delle nuove terapie sessuali, sembra essere uno dei primi studi con carattere scientifico. In seguito, intorno agli anni 60'/70' si hanno progressi significativi in campo medico con le ricerche, di Masters e Johnson, sulla fisiologia del comportamento sessuale umano, a loro si deveno i primi studi scientifici sull'individuazione delle “fasi del ciclo di risposta sessuale”: eccitamento, plateau, orgasmo e risoluzione. In ambito psicologico la psichiatra H.S. Kaplan sviluppa innovative tecniche di intervento comportamentale-psicanalitico per il trattamento delle disfunzioni sessuali, siamo intorno agli anni 70'/80'. È quindi una scienza piuttosto giovane e che vede al suo interno l'intervento di più figure professionali eterogenee, questo perchè la complessità dei comportamenti legati alla sessualità ha chiavi di lettura molto diverse (anatomofisiologica, psicologica, sociologica etc.) che portano il sessuologo alla interdisciplinarità, ovvero al ricorso a diverse fonti di conoscenza; per questo è difficile parlare in un linguaggio univoco di ‘sessuologia’. Negli ambiti della sessuologia si è quindi soliti distinguere: una branca biologica-medica, che si occupa dei fenomeni della sessualità rispetto alla sua genetica e al ruolo dei sistemi endocrino e nervoso centrale; una branca psicologica, che centra il focus dell'attenzione sulla dinamica dei processi relazionali, una branca antropologica-sociale, che studia il valore culturale e semiologico della differenza sessuale nell'organizzazione sociale.

Lo sapevi che...

Il papiro di Kahen (1850 a.C.), il più antico testo di medicina occidentale, indicava una serie di norme per la diagnosi e la terapia dei disturbi ginecologici, di malattie veneree e dell’impotenza, oltre a vere e proprie tecniche e ricette contraccettive. Tali pratiche rivelavano come gli Egiziani fossero già a conoscenza dell’apporto del liquido seminale alla funzione riproduttiva. Il papiro di Ebers (1550 a. C. circa) suggerisce di spalmare un tampone di garza con un composto di punte di acacia e miele e di utilizzarlo per chiudere l’accesso all’utero. Le punte di acacia avrebbero un effettivo potere spermicida poiché producono acido lattico. La medicina restava comunque appannaggio sacerdotale, sia attraverso rimedi empirici sia attraverso rituali esorcistici, dal momento che si riteneva che la malattia fosse comunque causata dagli dei.

Dall'inizio dei tempi l'uomo ha sempre avuto come scopo primario quello di riprodurs, ma anche quello di evitare di riprodursi. Sicuramente il primo esempio documentato fu quello del personaggio biblico Onan che, per evitare di fecondare Tamara, la moglie del suo defunto fratello, preferì spargere il seme sulla terra piuttosto che dentro di lei. Per questo motivo fu punito da Dio. Sicuramente possiamo dire che, oltre ad aver permesso la coniazione del termine "Onanismo", Onan aveva "inventato" il coito interrotto.

Nell'800 la teoria scientifica dominante in ambito di riproduzione sosteneva che il testicolo destro contribuiva alla nascita di figli maschi mentre quello sinistro alla nascita di figlie femmine.

Dubbi e domande...


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Tra poco avrò il mio primo rapporto completo con il mio ragazzo..useremo il preservativo ma ho un pò paura che qualcosa vada storto..il fatto è che mi sento pronta per farlo,ma non di dirlo ai miei...


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