Aspettando il “dragone spaziale”

Aspettando il “dragone spaziale”

Non sarà il 30 aprile. Cancellate la X dalla vostra agenda spaziale. Il primo volo privato verso la Stazione spaziale intarnazionale ha bisogno di più tempo, di più test, di più controlli per entrare nella storia. Perché di questo si tratta: segnare il nuovo corso della storia del trasporto spaziale, simbolicamente proprio nei giorno in cui l’America ha detto addio allo Shuttle Discovery, trasportato in un ultimo volo celebrativo sulle robuste spalle di un Jumbo, dal Kennedy Space Center a Washington, dove sarà conservato presso lo Smithsonian National Air and Space Museum.

La navicella Dragon sarà il primo veicolo costruito da una compagnia privata a fare visita alla ISS. E’ una capsula balistica tradizionale con ogiva a cerniera che si apre per rivelare un sistema di aggancio per l’attracco alla Stazione. Pesa sei tonnellate, è alta 5,2 metri su 3,6 metri di diametro, ed ha la particolarità di essere riutilizzabile: è in grado cioé di raggiungere la Low earth orbit e rientrare grazie ad uno scudo termico progettato per resistere a velocità da rientro da orbite lunari o marziane.

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