Consiglio dell'Esa: dieci miliardi contro la crisi

Consiglio dell’Esa: dieci miliardi contro la crisi

Una Ministeriale da 10 miliardi e spiccioli, per tracciare la linea delle politiche spaziali europee in tempo di crisi. Il Consiglio Esa di Napoli, al quale partecipano rappresentanze di venti Stati, si è chiuso con un successo sostanziale della Gran Bretagna, che grazie all’aumento di investimenti raggiunge l’Italia al terzo posto tra i Paesi contribuenti, con una rinnovata intesa sull’asse Parigi-Berlino, ma soprattutto con un risultato di prestigio per l’Italia, sia politico che tecnologico.

Ce ne parlano: Francesco Profumo, Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ed Enrico Saggese, Presidente Asi

Nelle News: Il ponte tra due galassie – Metone, il satellite più liscio dell’universo – Exomars si fa, grazie ai russi



Una Ministeriale da 10 miliardi e spiccioli, per tracciare la linea delle politiche spaziali europee in tempo di crisi. Il Consiglio Esa di Napoli, al quale partecipano rappresentanze di venti Stati, si è chiuso con un successo sostanziale della Gran Bretagna, che grazie all’aumento di investimenti raggiunge l’Italia al terzo posto tra i Paesi contribuenti, con una rinnovata intesa sull’asse Parigi-Berlino, ma soprattutto con un risultato di prestigio per l’Italia, sia politico che tecnologico.

Dalla Ministeriale esce anche rafforzato il filo che stringe Esa ed Unione Europea, con l’approvazione di una specifica Risoluzione sulla futura evoluzione dell’agenzia e sui suoi rapporti con l’Ue.

Le sottoscrizioni complessive italiane per i programmi facoltativi sono state di 657 milioni di euro. Ma il vero successo comunque è nel settore dei lanciatori. Perché l’intesa franco-tedesca sullo sviluppo futuro di 

Ariane, e l’ingresso della Germania in Vega con 9 milioni di euro innescano prospettive internazionali a largo spettro. L’Italia ha messo a disposizione 26 milioni in un progetto che porta a casa un finanziamento di 187 milioni per l’Ariane5 ME, 157 milioni per l’attività di studio del nuovo lanciatore Ariane 6 e ben 244 per lo sviluppo di un secondo stadio “comune”, magari a propellente liquido. Tutto ciò fino al 2014.
Ma l’Italia ha mantenuto un ruolo da protagonista in tutti i principali settori all’esame della Ministeriale Il prossimo consiglio ministeriale dell’Esa si riunirà nella primavera del 2014.


Il ponte tra due galassie
ponte_universo_galassieUn ponte di gas che unisce due ammassi di galassie, Abell 399 e Abell 401, distanti fra loro dieci milioni di anni. A dare nota della scoperta sono stati l’Agenzia spaziale italiana e l’Istituto Nazionale di Astrofisica. Il ponte – osservato grazie al telescopio spaziale Planck – è, in pratica, un filamento di gas caldo, frammento della gigantesca rete di materia gassosa che permeava l’universo primordiale. La maggior parte di quel gas tenue e filamentoso rimane tuttora inosservata, ma gli astronomi si aspettano di poterlo individuare soprattutto tra gli ammassi di galassie interagenti, dove, essendo compresso e surriscaldato, rilevarlo diventa più facile.

Metone, il satellite più liscio dell’universo
Ha la forma di un uovo liscio e un diametro di circa 3 chilometri. Si tratta di Metone, uno dei più piccoli satelliti di Saturno scoperto dalla sonda Cassini nel 2004, che ha suscitato non poca curiosità nella comunità scientifica internazionale a causa della sua morfologia. Questo mini-satellite infatti ha una superficie liscia e senza segni di impatto evidenti, dovuta alla possibile presenza di una polvere sottilissima che ricopre l’intera superficie del satellite donandogli un aspetto così uniforme. L’origine di questa polvere che avrebbe totalmente rimodellato la luna e le sue vicine Pallene e Anthe, potrebbe essere ricondotta ai getti di ghiaccio e altre particelle emanate dal polo sud di Encelado.

Exomars si fa, grazie ai russi
Mentre il rover Curiosity, per conto della Nasa, continua le indagini sul terreno marziano, anche l’Europa pensa ai suoi primi passi sul Pianeta Rosso. E presto, quello che ancora è un progetto, diventerà realtà: l’Agenzia spaziale europea e quella Russa Roscosmos hanno siglato l’accordo d’intesa per il finanziamento della missione Exomars.
Il progetto, in discussione da anni, aveva infatti subito una battuta d’arresto a causa del mancato finanziamento da parte della Nasa. Ora però, grazie all’intervento russo, le fasi di preparazione possono cominciare. Stando alle prime informazioni, la missione sarà suddivisa in due parti: la prima nel 2016, quando verrà lanciata una sonda in grado di condurre le analisi del suolo marziano e la seconda nel 2018, quando il rover "made in Europe" ExoMars, atterrerà su Marte.



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