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Hubble scopre le 7 galassie più antiche ‘nate’ con l’Universo

ROMA – Un’immagine incredibilmente profonda presa dal Telescopio Spaziale Hubble ha fatto una sorprendente scoperta: un gruppo di sette galassie che esistevano appena dopo il Big Bang.
Una di queste potrebbe essere la galassia più distante mai vista, a 13,3 miliardi anni luce di distanza, nata “appena” 380 milioni anni dopo l’Universo.

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La “vecchietta”, nota come UDFj-39546284, era già stata avvistata in precedenza, ma con le nuove osservazioni di Hubble gli scienziati hanno anticipato la “data di nascita.”
Le altre 6 galassie si sono formate meno di 600 milioni di anni dal Big Bang, che ha creato il nostro Universo 13.7 miliardi di anni fa.
Le sette galassie costituiscono il primo censimento attendibile dell’epoca spaziale che va da 400 a 600 milioni di anni dopo la nascita del cosmo.
Questo censimento rileva un costante aumento di galassie in questo periodo, suggerendo che la formazione delle prime stelle e galassie, la cosiddetta “alba cosmica”, sia avvenuta gradualmente piuttosto che improvvisamente.

“L’alba cosmica non era probabilmente un unico evento drammatico,” ha spiegato l’autore principale dello studio Richard Ellis, del Caltech di Pasadena.

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Ellis e il suo team ha puntato Hubble su una piccola zona di cielo nota come Hubble Ultra Deep Field, che il telescopio ha osservato per molte ore in modo da ottenere abbastanza luce per individuare gli oggetti estremamente deboli e distanti. I ricercatori hanno utilizzato la Wide Field Camera 3 di Hubble per studiare più in profondità le lunghezze d’onda vicino all’infrarosso.
L’espansione dello spazio estende la luce ultravioletta e visibile dalle galassie verso le lunghezze d’onda infrarosse: questo spostamento verso le linee rosse dello spettrogramma si chiama “redshift”.
Più è distante una galassia e più alto è il suo redshift.

Gli astronomi hanno utilizzato filtri speciali per misurare questi spostamenti verso il rosso. Dalle redshift, i ricercatori sono stati in grado di calcolare la distanza di ogni galassia, rivelando la loro età.
I risultati “rappresentano le nostre radici cosmiche”, ha detto l’astronomo di Harvard, Abraham Loeb, che non era coinvolto nello studio.
I nuovi dati di Hubble “sono il più grande scavo archeologico che abbiamo dell’universo.”

Secondo Ellis, Hubble è arrivato fino ai suoi limiti, e probabilmente non sarà in grado di vedere indietro nel tempo ulteriormente.
Tuttavia la NASA, ha in programma il lancio dello James Webb Space Telescope, previsto per il 2018, che sarà in grado di scavare ancora più a fondo nel passato dell’Universo.

“Hubble ha, in un certo senso, posto le basi per Webb,” ha detto in un comunicato Anton Koekemoer, un membro del team dello Space Telescope Science Institute di Baltimora “Il nostro lavoro indica che vi è un campo ricco di galassie, anche precedenti che Webb sarà in grado di studiare.”

Il nuovo studio è stato accettato per la pubblicazione in The Astrophysical Journal Letters.


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