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Gli scienziati predicono le possibili cause della fine del mondo

ROMA – Dopo tutto questo parlarne, alla fine anche gli scienziati hanno ceduto, e hanno ipotizzato quali potrebbero essere le cause della fine del mondo in caso i Maya avessero ragione.
Restando nella convinzione che il mondo non finirà, almeno non questo venerdì, la predizione degli esperti abbraccia diverse possibilità catastrofiche: comete , carestie, super-vulcani, cambiamenti climatici e una invasione di tumori, sono solo alcuni dei finali che potrebbero soddisfare la profezia.
E mentre per gli scienziati sarebbe solo l’inizio di un processo che porterebbe la totale cancellazione dell’intera umanità dalla faccia della Terra, il risultato sarebbe comunque lo stesso, forse solo un po’ più sgradevole e meno poetico.

COMETA SCURA
asteroide terra
L’astrofisico Jocelyn Bell Burnell, che scoprì le pulsar, ritiene che il disastro più probabile che potrebbesegnare la fine del mondo è una cometa.
Tale fine corrisponde a quella dei dinosauri, che dopo aver camminato sul pianeta per circa 165 milioni di anni (l’homo sapiens c’è stato per soli 200 mila anni) sono stati sterminati da un asteroide o da una cometa di ben 10 km che colpì il pianeta.
Tuttavia, la professoressa Bell Burnell crede che se il mondo così come lo conosciamo terminerà il 21 dicembre quella che colpirà sarà una cometa scura.
Si tratta di un tipo di comete che hanno poco ghiaccio e poca neve, rispetto alla maggior parte delle loro simili, e molte più polveri. A causa di queste caretteristiche non riflettono la luce, il che le rende difficili da individuare alla velocità che hanno.
La collisione stessa, ad eccezione di quelli che si trovano in prossimità del punto d’impatto, è improbabile che possa esser fatale per la popolazione mondiale, ma porterebbe talmente tanta polvere nell’atmosfera che miliardi di persone potrebbero aspettarsi una morte lenta.
Le enormi quantità di polvere porterebbero un ‘inverno eterno’ in cui il Sole sarebbe oscurato e le colture di tutto il mondo non crescerebbero, portando alla fame di massa.

SUPER VULCANI
vulcano
Il Dr Dave Rothery, un vulcanologo presso la Open University, predice una fine simile con la stessa lenta agonia, ma pensa che la polvere che potrebbe portare alla fine del mondo sarebbe emessa nell’atmosfera da un supervulcano.
Più di 240 chilometri cubi di roccia fusa e detriti sono fatti saltare nel cielo da super-vulcani.
Gran parte di essi rimarrebbe in atmosfera sotto forma di polvere vulcanica che, proprio come con un asteroide o con una cometa massiccia, bloccherebbero il sole e sarebbero la causa della carestia. Ma non solo.
” Ci sarebbe così tanta cenere e così tanto biossido di zolfo nell’aria che la fotosintesi non esisterebbe “, ha avvertito.
Un simile, anche se meno devastante evento, si è svolto nel 1816, quando un vulcano eruttò in Indonesia gettò così tanta polvere nell’atmosfera che quello fu chiamato ‘l’anno senza estate”.

METANO
metano sottomarino
Il Times ha domandato ad altri scienziati quali cataclismi potrebbero portare alla fine del mondo prevista per Venerdì, in linea con quanto molti credono dica la profezia Maya.
Ha risposto tra gli altri Bryan Lovell, ex presidente della Geological Society.
Il suo scenario apocalittico preferito è una vasta fuga di metano causata da una frana sottomarina.
Il metano è un gas serra, ma è circa 20 volte più potente per un potenziale riscaldamento del mondo di quanto sia l’anidride carbonica.
Dr. Lovell ha detto in un comunicato che enormi depositi sottomarini di metano accelererebbero il cambiamento artificiale climatico.

CANI
cane gioco
Vivienne Parry, un ex presentatore di Tomorrow’s World, ha suggerito come ipotesi, un cancro che inizia nelle volpi, ma può essere trasmesso agli esseri umani.
In questo caso il cane cesserebbe di essere il migliore amico dell’uomo e diventerebbe il suo peggior nemico, perché il cancro si trasmetterebbe attraverso di loro.
Le volpi morderebbero i cani, trasmettendogli il cancro, e i cani morderebbero a loro volta i loro proprietari umani.
Secondo Parry, l’unica possibilità di sopravvivenza del genere umano sarebbe quindi quella di sterminare tutti i cani non appena ci si accorgesse della rasmissione di questo cancro incuranile.
Ma come ben sospetta, l’amore dell’uomo per i suoi compagni pelosi segnerebbe il suo destino perché nessuno riuscirebbe a porre fine alla vita del proprio cane.