2012_DA14: un asteroide killer che NON distruggerà la Terra

2012_DA14: un asteroide killer che NON distruggerà la Terra

Scongiurata la fine del mondo, si continua a parlare di asteroidi. Dopo Toutatis, il grande asteroide che ha sfiorato la Terra lo scorso 12 dicembre, la nuova “minaccia” dallo spazio passerà molto vicino alla Terra. Molto più vicino di Toutatis, che toccò una distanza minima dal nostro pianeta di circa 6,9 milioni di chilometri. DA14 passerà invece a 20.406 chilometri dalla crosta terrestre.


L’asteroide DA14 è stato scoperto recentemente dall’Osservatorio di Maiorca lo scorso 23 febbraio ed ha dimensioni ragguardevoli. Nulla a che vedere con i 5 chilometri di diametro maggiore di Toutatis, ma poco più di 50 metri, per una massa di circa 130.000 tonnellate. L’eventuale impatto con la
 Terra avverrà il 15 febbraio, ma l’eventualità di una collisione è praticamente nulla. Secondo le previsoni passerà così vicino alla superficie (35.000.942 metri) da attraversare il cosiddetto ‘anello satellitare’: la zona a 36 km di altezza dove orbitano migliaia di satelliti geostazionari, e non si può escludere che ne centri qualcuno. È la quota alla quale sono posizionati i satelliti artificiali per mantenere una posizione fissa rispetto alla Terra. Sulla Scala Torino, che misura la potenzialità di collisione con la Terra di oggetti NEO (Near Earth Object, cioè oggetti vicini alla Terra), DA14 è classificato come oggetto a rischio zero.


CURIOSITA’: Intanto, la Nasa rivela che potrebbe essere possibile inviare un veicolo senza pilota nello spazio profondo per ‘catturare’ un asteroide e riportarlo indietro piazzandolo nell’orbita lunare. Lo afferma un rapporto del Keck Institute for Space Studies del California Institute of Technology, che lo ha compilato lavorando con diverse agenzie della Nasa. Secondo i ricercatori piazzare un asteroide così vicino alla Terra ne renderebbe molto più facile lo studio e persino la trivellazione. Lo studio propone di usare un razzo Atlas 5 per inviare un mezzo verso l’asteroide con una propulsione a ioni scaldati con la luce solare.

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