Global Hawks, Hubble, Neil Ibata, Hiv, Apophis, Energia Oscura, Mingus

Global Hawks, Hubble, Neil Ibata, Hiv, Apophis, Energia Oscura, Mingus



I Global Hawks per capire il cambiamento climatico
La Nasa decolla verso la stratosfera alla ricerca delle tracce del cambiamento climatico. L’Agenzia spaziale statunitense invierà degli aerei telecomandati fino ad un’altitudine di 65mila piedi, circa 25 chilometri, sopra l’oceano Pacifico all’altezza dell’equatore, per esplorare aree ancora sconosciute dell’atmosfera terrestre. L’Obiettivo è capire meglio come il riscaldamento globale stia mutando i connotati del pianeta in cui viviamo anticipandone gli sviluppi. 
I primi voli della nuova missione, battezzata Attrex, e resa possibile dai Global Hawk, i piccoli aerei in grado di volare per circa trenta ore, partiranno dal Dryden Flight Research Center della Nasa presso la base Edwards in California. Spiegano gli scienziati: “Il vapore acqueo e l’ ozono nella stratosfera possono avere un grosso impatto sul clima terrestre. Attrex studierà la composizione chimica e l’umidità nelle regioni più alte della troposfera, i livelli più bassi dell’atmosfera terrestre”. Molti studi hanno infatti dimostrato che piccole mutazioni nell’umidità della stratosfera possono avere impatti notevoli sul clima: “ Il lavoro di Attrex produrrà misurazioni mai realizzate della tropopausa tropicale e l’opportunità di campionarla in inverno, nell’emisfero settentrionale, quando è più freddo e l’aria molto secca penetra nella stratosfera”.

Lunga vita a Hubble
Lanciato in orbita il 24 aprile 1990 in collaborazione con l’ESA l’Agenzia Spaziale Europea. Hubble, è stato posto a 560 km dalla Terra, attorno alla quale ruota ogni 92 minuti. Scopo di questo progetto era l’osservazione dello spazio remoto alla ricerca di informazioni sull’origine dell’Universo. Hubble, ilhubble_telescopio telescopio spaziale della Nasa, che sarebbe andato in dismissione nel 2015, continuerà a funzionare sino al 2018. Lo hanno "deciso" i tecnici dei laboratori aerospaziali confermando da un lato lo straordinario livello tecnico raggiunto, e dall’altro gli accorgimenti tecnici sviluppati e apportati dai ricercatori di tutto il Mondo.
Comunque i laboratori della Nasa sono al lavoro per costruire il sostituto del telescopio Hubble, un enorme strumento di rilevazione e analisi che si chiamerà James Webb Space Telescope. Sino a quando il nuovo telescopio spaziale non sarà in orbita, certamente Hubble continuerà a fare il suo lavoro.

Il nuovo Einstein? Ha 15 anni e parla francese
Ha 15 anni, è francese ed è stato definito il nuovo Einstein del millennio. Il giovane in questione è Neil Ibata, studente del Liceo Internazionale di Strasburgo, che dopo uno stage nell’osservatorio astronomico dove lavora il padre, ha scosso il mondo scientifico. Nell’arco di un fine settimana infatti, il ragazzo decifrando alcuni dati, ha scoperto che le galassie nane che girano attorno ad Andromeda, formano un disco perfetto. I dati della ricerca sono stati pubblicati sulla famosa rivista Nature ed il primo firmatario della ricerca è il padre di Neil. Il risultato emerso dallo studio, mette in discussione le teorie sulla formazione delle galassie. 

Bloccare l’ingresso all’Hiv
Non cercare di estirpare il virus dell’Hiv, ma di impedirgli l’ingresso nelle cellule dell’organismo. Un passo in questa direzione lo hanno fatto i ricercatori dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano mettendo a punto alcuni peptidi a partire dalla chemochina CCL5/RANTES, una proteina prodotta naturalmente dall’organismo umano. I peptidi realizzati dai ricercatori bloccherebbero, senza attivarlo, uno dei due recettori presenti sulla superficie delle cellule usati dal virus come “porta d’ingresso” impedendo alle particelle virali di legarsi ed infettare la cellula. Lo studio, pubblicato su Chemistry & Biology, diretto nella fase iniziale da Paolo Lusso, è ora coordinato da Luca Vangelista, che spiega: ”L’ambito in cui rientrano i peptidi derivati da CCL5/RANTES è quello della prevenzione, poichè essi potrebbero diventare futuri candidati per lo sviluppo in fase preclinica di nuovi microbicidi che agiscano sulle mucose, bloccando il virus prima che possa infettare l’organismo”.

Apophis ha sfiorato la Terra
apophis asteroidiA più di 14 milioni di chilometri dalla Terra, l’attuale rotta del terribile asteroide Apophis sembra aver risparmiato l’esistenza umana. Grazie alla space camera di Slooh, milioni di appassionati hanno assistito al passaggio del NEO che potrebbe colpire – rapporto di probabilità 1 su 250mila – il nostro pianeta nel 2036.
Con le nuove immagini raccolte dall’Agenzia Spaziale Europea, l’asteroide sembra decisamente più grande di quanto stimato dalla NASA. Il diametro di Apophis dovrebbe aggirarsi sui 325 metri, con un margine massimo d’errore di 15 metri. L’aumento nel diametro ha ovviamente portato ad una crescita della sua massa e dunque della capacità distruttiva in caso d’impatto con la Terra.
In seguito all’aumento della massa di Apophis, l’energia sprigionata dovrebbe raggiungere il totale di 880 megatoni, come la bomba atomica più potente mai prodotta dall’uomo. La buona notizia è che il 13 aprile 2029 l’asteroide egizio passerà a non meno di 36mila chilometri dal pianeta, purtroppo però nell’orbita di numerosi satelliti geostazionari.

L’Energia Oscura alla prova di Mingus
Una supernova distante dieci miliardi di anni luce, potrebbe permettere di svelare in parte uno dei misteri dell’Universo, l’Energia Oscura. E’ quanto si augurano gli scienziati del Supernova Cosmology Project. SN SCP-0401 soprannominata Mingus, è stata oggetto di confronto durante il 221° meetingMateria Oscura della American Astronomical Society in corso a Long Beach in California. In particolare Mingus sembra rappresentare un’opportunità nel difficile tentativo di comprendere cosa sia l’energia oscura, quella forza cioè che accelera l’espansione dell’Universo. L’intento degli scienziati è quello di mettere a confronto questa candela standard come quelle a noi più vicine: essendo il loro comportamento sempre lo stesso, secondo i ricercatori si potrà comprendere, guardando così lontano nello spazio e nel tempo, l’evoluzione del cosmo e il comportamento e l’incidenza della cosiddetta energia oscura. La svolta evolutiva nello studio di Mingus è arrivata con l’installazione su Hubble della Wide Field Camera 3, con una sensibilità di ripresa superiore, che ha fatto un’enorme differenza, permettendo agli scienziati del Supernova Cosmology Project, di ottenere immagini molto più nitide.

Le notizie del sito diregiovani sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «diregiovani.it» e l'indirizzo “ www.diregiovani.it