E' già da un mese che un mio amico mi ha confessato di essere un autolesionista...

E’ già da un mese che un mio amico mi ha confessato di essere un autolesionista…

Salve,
è già da un mese che un mio amico mi ha confessato di essere un autolesionista.. io vorrei aiutarlo ma non so come fare perchè non vorrei essere troppo invadente.. mi ha fatto vedere anche i suoi tagli sui polsi e se devo dire la verità appena ho visto i suoi tagli mi sono sentita male perchè ho immaginato come ha sofferto e come soffre ma questo non gli e l’ho detto perchè avevo paura che lui si sentisse ancora più male e si tagliava ancora di più.. però lui non mi ha ancora raccontato il perché e il motivo che lo porta a tagliarsi.. io non lo voglio costringere a dirmi i suoi motivi ma allo stesso tempo preferisco che li racconti a me e non ad una stupida lametta..un’altra cosa che mi ha detto è che io sono diversa perchè non mi ”intrometto”(ad esempio dicendo che è un idiota, che tagliandosi non risolve nulla ecc.) io non so proprio come comportarmi perchè ho paura che ogni mio gesto può essere frainteso.. secondo voi mi starà chiedendo aiuto? Se è si come posso aiutarlo come mi devo comportare vi prego aiutatimi..,

Cara Sara,
purtroppo le persone che fanno cutting, è questo il termine psicologico per definire l’azione del tagliarsi, hanno scelto questo espediente per esprimere il proprio malessere. Per alcuni è un modo per distogliersi da un dolore troppo profondo che è interno, per altri è l’unico modo per provare qualcosa che li faccia sentire "vivi".
Ci sembra molto importante che sia riuscito a condividere con te questo disagio, anche se ti ha consegnato un segreto pesante da dover sostenere, la tua reazione non giudicante o denigrante ha fatto si che lui si possa fidare di te. Ti sta sicuramente chiedendo aiuto attraverso la condivisione del suo agire e questo per ora sembra aver funzionato, intanto perchè è riuscito a “dire” più che a “tagliare”, forse in questo momento ha bisogno di questo, di qualcuno che ascolti. Puoi, in seguito,  provare ad aiutarlo a riconoscere le emozioni e a gestirle in modo diverso che con i tagli, incoraggiarlo a capire a cosa gli serve tagliarsi e ad individuare strade più sane per esprimere i suoi stati d’animo. Tutto questo non è facile e rivolgersi a un esperto è il più delle volte la cosa più sensata. Se c’è uno sportello d’ascolto nella sua scuola, potresti spronarlo ad andarci, siamo certo che lì potrà trovare qualcuno che possa aiutarlo.
Sperando di esserti stati utili ti invitiamo a scriverci nuovamente per qualsiasi dubbio.
Un caro saluto!,Sara, 17 anni,07-05-2013,Disagio emotivo e/o psicologico,cutting

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