La missione Ladee alla scoperta della Luna

La missione Ladee alla scoperta della Luna

La Nasa torna sulla Luna, questa volta per scoprire i misteri dell’atmosfera del nostro satellite. Il 6 settembre parte Ladee (Lunar Atmosphere and Dust Environment Explorer). La sua missione è quella di svelare l’origine dei raggi di luce crepuscolare.

Gli obiettivi di Ladee si concentrano sullo studio dell’atmosfera, delle condizioni in prossimità della superficie e sugli influssi ambientali della polvere lunare. Si tratta di capire quali siano le proprietà della Luna, quanta polvere ci sia nella sua atmosfera e se si generino cariche elettrostatiche tali per cui la polvere possa levitare. Secondo gli scienziati la comprensione completa di questi elementi può portare al disvelamento di quelli ancora sconosciuti, e non solo sulla Luna, ma anche su altri pianeti. Come Mercurio, per esempio, ma anche grandi asteroidi e lune di altri corpi celesti.



Tecnicamente la struttura di Ladee è innovativa, perché ha un assetto tale che potrebbe far ridurre drasticamente il costo della costruzione di astronavi. Proprio come fu per il modello T delle automobili Ford. Il costo complessivo della missione che parte da Wallops island, negli Stati Uniti, è di 263 milioni di dollari. Ladee entrerà nell’orbita della luna un mese dopo la sua partenza, per immettersi 156 miglia sopra l’equatore, muovendosi poi in direzione opposta a quella del satellite. Per i primi 30 giorni si dedicherà alla verifica dei sistemi di bordo, poi scenderà a 31 miglia dalla superficie e potrà quindi dedicarsi alle sue ricerche scientifiche per i successivi 100 giorni. 

La sua storia comincia con quella degli equipaggi delle missioni Apollo 8, 10, 15 e 17. Gli astronauti a bordo avevano avvistato qualcosa di brillante all’orizzonte. Quel luccichio misterioso era a un’altezza considerevole e questo ha fatto pensare che fosse la polvere ad essersi alzata dalla superficie. Ma perché questo succedesse non è mai stato scoperto, nonostante teorie e tentativi. Le ipotesi più accreditate riguardo al sollevamento della polvere erano quelle di meteoriti caduti sulla Luna o della presenza di forze elettrostatiche. Ma ci si chiedeva anche se la polvere, al contrario, fosse già presente in atmosfera. Tutto questo è avvolto dal mistero. Ma ora Ladee proverà a fare luce.

E non sarà sola. Tutti possono darle una mano. Se avete un telescopio, di quelli amatoriali o usati a scuola, potete far parte della rete di osservatori che la Nasa vuole reclutare per seguire tutti gli impatti di meteoriti sulla Luna. Sarà utile per comparare i dati raccolti da Ladee su eventuali cambiamenti nell’atmosfera. Ma anche se non avete un telescopio potete essere utili: basterà segnalare tutte le stelle cadenti o meteore avvistate, tramite la app Meteor Counter. 



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Quanto crescono i maschi in Europa
Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Oxford Economic Papers, in poco più di un secolo l’altezza degli uomini europei è aumentata di 11 centimetri. Ma, a dispetto di quello che si potrebbe credere, questo sviluppo non è avvenuto in periodi floridi o avanzati dal punto di vista medico. L’innalzamento della statura deriverebbe da una serie di fattori, tra cui la rapida riduzione della mortalità infantile e quella della fertilità, cui ha fatto seguito la tendenza delle famiglie ad essere sempre meno numerose. Infatti proprio in queste ultime nascerebbero i figli più alti, come è stato dimostrato da molti studi.

Quel primo messaggio verso E.T.
Nel cielo di settembre è possibile individuare la costellazione di Ercole, in cui si trova l’ammasso globulare Messier 13. E’ passato alla Storia nel 1974, quando è diventato il primo destinatario di un messaggio radio inviato dalla Terra per comunicare con ipotetiche civiltà intelligenti extraterrestri. Per un eventuale risposta servirebbe aspettare 50.000 anni, ma, soprattutto, per quando il messaggio arriverà a destinazione Messier 13 si sarà già spostato. Sono nulle quindi le probabilità che la sequenza del codice binario inviata dal radiotelescopio di Arecibo abbia successo. Ma la speranza di scoprire civiltà aliene intelligenti rimane.

Curiosity si muove da solo per la prima volta
Il rover, atterrato un anno fa sul pianeta rosso, ha usato una nuova funzione, quella della navigazione autonoma. Si tratta della capacità di muoversi indipendentemente e in sicurezza, scegliendo la strada da battere su Marte. Così Curiosity, lo scorso 27 agosto, si è avvalso di questa sua competenza, più complessa di quella simile in dotazione all’altro rover marziano, Opportunity, e conta di esplorare il suolo verso la zona di Mount Sharp. E’ lì che gli strati geologici conservano informazioni sui cambiamenti ambientali avvenuti su Marte.

Spitzer, 10 anni di immagini sensazionali
E’ stato lanciato nel 2003 e doveva rimanere in orbita due anni in mezzo, invece il telescopio spaziale Spitzer, grazie alla sua parsimonia sul carburante, è riuscito a rimanere pienamente attivo fino al 2009. E anche ora, dopo 10 anni, continua ad inviare immagini fondamentali per le scoperte scientifiche. Al longevo Spitzer spetta una missione delicata. Sarà uno degli strumenti utilizzati per mappare le stelle in formazione nella Via Lattea e individuare asteroidi adatti ad essere catturati e parcheggiati vicino alla Terra per poi essere studiati. Il suo lavoro in questo senso inizierà in ottobre, quando gli ‘occhi’ del telescopio si poseranno su 2009 DB, uno degli asteroidi candidati alla missione del futuro.


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