Natron: il lago mortale che trasforma gli animali in statue mummie

Natron: il lago mortale che trasforma gli animali in statue mummie

Photographer Nick Brandt, who has a long association with east Africa – he directed the video for Michael Jackson’s Earth Song there in 1995 – took a detour from his usual work when he discovered perfectly preserved birds and bats on the shoreline. "I could not help but photograph them," he says. "No one knows for certain exactly how they die, but it appears that the extreme reflective nature of the lake’s surface confuses them, and like birds crashing into plate glass windows, they crash into the lake."



When salt islands form in the lake, lesser flamingos take the opportunity to nest – but it is a risky business, as this calcified bird (top) illustrates. The animals are all arranged in poses by the photographer. Above, on the right we have a sea eagle and on the left a dove, in what is surely the most horrific depiction of the "bird of peace" since Picasso’s Guernica.


Nel 2011, quando il fotografo Nick Brandt stava viaggiando in Africa orientale, ha visitato alcuni dei laghi più alcalini in tutto il mondo. Il lago Natron in Tanzania, per esempio, ha un livello di pH medio tra 9 e 11 (l’acqua di mare generalmente ha un pH tra 7 e 9), salvo che non sei un tilapia alcalina (Alcolapia alcalica) un pesce estremofilo che si è adattato alle condizioni difficili, non è il posto migliore per vivere. La temperatura del lago può raggiungere i 60° C, e la sua alcalinità è tra pH 9 e pH 10.5.
Il lago prende il nome dal natron, un composto naturale costituito principalmente da carbonato di sodio e bicarbonato di sodio. Il pH 10.5 sulla scala delle sostanze caustiche è appena di sotto all’ammoniaca, questo rende il lago molto corrosivo, e contribuisce alla “trappola mortale” di tanti uccelli e mammiferi che entrano in acqua. Il contenuto minerale può arrivare così in alto da rendere l’acqua molto densa. Gli animali confusi dalla superficie vitrea del lago finiscono in acqua e rimangono intrappolati, lentamente calcificano perché l’acqua è così “pesante” che non permette loro di sfuggire.



Ethan Kinsey, ha viaggiato con Brandt, ricorda:
«Abbiamo perlustrato le rive del lago raccogliendo una varietà di uccelli tra cui hornbills, fenicotteri, storni, colombe, gruccioni, uccelli topo e quelea che erano stati mummificati dai sali presenti nell’acqua. I piccoli invertebrati, pesci e pipistrelli rimasti immobili, erano affascinanti nella loro posa di morte».
Nick Brandt, ha aggiunto:
«Ho preso le creature esattamente come li ho trovati sulle rive del lago, poi per così dire li ho collocati in pose viventi, riportandoli alla vita. Non ho potuto fare a meno di fotografarli, nessuno sa per certo come muoiono, sembra che l’estremo riflesso della superficie del lago li confonde, nel caso degli uccelli vanno a schiantarsi sull’acqua come contro le vetrate, storditi, restano intrappolati nel lago». [fonte]


Per gli animali, a parte la tilapia alcalina (Alcolapia alcalica), un pesce che si adatta particolarmente bene alle condizioni di vita estreme, lo specchio d’acqua non è certamente il miglior posto in cui vivere. Le temperature del lago possono raggiungere i 60° e la sua alcalinità è tra pH 9 e pH 10.5. Il lago prende il nome da un composto naturale costituito principalmente da bicarbonato di sodio portato dalle ceneri vulcaniche accumulatesi nella Great Rift Valley. Gli animali che si immergono nelle acque del Natron muoiono e rimangono «di sale». Il fotografo Nick Brandt, che nel 1995 ha diretto il video di Michael Jackson “Earth Song” in quella zona dell’Africa e ci torna spesso per lavoro, si è incuriosito quando ha notato che sulla battigia del Natron c’erano cadaveri di uccelli e pipistrelli perfettamente conservati: «Non ho potuto fare a meno di fotografarli», ha detto, «Nessuno ha spiegato esattamente come muoiono, ma pare che la superficie estremamente riflettente del lago li confonda e li faccia precipitare». Quando nel Natron si formano delle isole di sale, i fenicotteri colgono l’occasione per nidificarci sopra, ma questa scelta potrebbe risultare fatale, come documentano le immagini in cui gli animali calcificati posano come se si trattasse di un book fotografico.


ARTICOLO ORIGINALE

Deadly lake turns animals into statues

ACCORDING to Dante, the Styx is not just a river but a vast, deathly swamp filling the entire fifth circle of hell. Perhaps the staff of New Scientist will see it when our time comes but, until then, Lake Natron in northern Tanzania does a pretty good job of illustrating Dante’s vision.

Unless you are an alkaline tilapia (Alcolapia alcalica) – an extremophile fish adapted to the harsh conditions – it is not the best place to live. Temperatures in the lake can reach 60 °C, and its alkalinity is between pH 9 and pH 10.5.

The lake takes its name from natron, a naturally occurring compound made mainly of sodium carbonate, with a bit of baking soda (sodium bicarbonate) thrown in. Here, this has come from volcanic ash, accumulated from the Great Rift valley. Animals that become immersed in the water die and are calcified.



Photographer Nick Brandt, who has a long association with east Africa – he directed the video for Michael Jackson’s Earth Song there in 1995 – took a detour from his usual work when he discovered perfectly preserved birds and bats on the shoreline. "I could not help but photograph them," he says. "No one knows for certain exactly how they die, but it appears that the extreme reflective nature of the lake’s surface confuses them, and like birds crashing into plate glass windows, they crash into the lake."

When salt islands form in the lake, lesser flamingos take the opportunity to nest – but it is a risky business, as this calcified bird (top) illustrates. The animals are all arranged in poses by the photographer. Above, on the right we have a sea eagle and on the left a dove, in what is surely the most horrific depiction of the "bird of peace" since Picasso’s Guernica.







Le notizie del sito diregiovani sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «diregiovani.it» e l'indirizzo “ www.diregiovani.it