Tecnologia, quanto vale lo spazio

Tecnologia, quanto vale lo spazio

Pensate alla medicina e all’edilizia. A prima vista non hanno nulla a che fare con le attività spaziali. Non vi verrà in mente nulla che possa accomunare stelle e asteroidi a un cantiere o a una sala operatoria. Eppure qualcosa che unisce questi settori, e non solo questi, c’è. E’ la tecnologia. Quella spaziale è molto complessa, tanto che lo spazio, come settore, può essere considerato un sottoinsieme di tutti quelli dell’alta tecnologia. Tante specialità, tante applicazioni, che sono state studiate appositamente per astronauti e satelliti, ma che sono così versatili e utili da poter essere utilizzate anche in circostanze molto diverse, qui sulla Terra.


Ma, esattamente, in quali campi e con quali ricadute economiche? Per riuscire, per la prima volta, ad avere una misura scientifica del peso delle attività spaziali nel tessuto produttivo terrestre, l’Agenzia spaziale italiana (Asi) ha realizzato una serie di studi in collaborazione con il dipartimento di Scienze aziendali, economiche e metodi quantitativi dell’Università di Bergamo. La prima ricerca è stata pubblicata sul sito dell’Asi e anche in un’edizione rivista con Il Mulino ed ha evidenziato il bisogno di determinare e misurare i cosiddetti spillover tecnologici. Per saperne di più, abbiamo intervistato la dottoressa Simonetta Di Ciaccio, dell’Unità linee strategiche e relazioni con i Paesi europei dell’Asi.


Un secondo studio, a distanza di 4 anni, ha preso in esame gli spillover tecnologici e li ha studiati in una serie storica dal 1980 al 2011, esaminando 22 settori del manifatturiero. E quello che è venuto fuori è che tra tutti i settori di alta tecnologia, quello spaziale è potenzialmente il più produttivo. L’80% delle imprese del manifatturiero utilizza tecnologie spaziali. Anche in ambiti all’apparenza molto distanti.

LO ZAFFERANO PER NON PERDERE LA VISTA
Lo zafferano, spezia tipica dell’Abruzzo, potrebbe diventare parte fondamentale di una cura semplice ed economica per le degenerazioni retiniche che portano alla cecità milioni di persone. La ricerca, che finora ha dato risultati positivi, è finanziata da Telethon ed è nata nel dipartimento di Biotecnologie e scienze applicate dell’università dell’Aquila grazie a Silvia Bisti, per poi proseguire con l’importante apporto dell’oftalmologo romano Benedetto Falsini. La sperimentazione, che prevede l’assunzione di pasticche contenente zafferano specificamente abruzzese da parte di un gruppo di persone, ha evidenziato risultati positivi e insperati.

ASTEROIDE CERCASI CON UN ALGORITMO
La Nasa lancia un concorso rivolto al vasto pubblico di astrofili che amano dilettarsi nella ricerca e nell’osservazione degli oggetti nel cielo. L’agenzia spaziale statunitense è alla ricerca di chi sappia proporre un algoritmo in grado di individuare con maggiore facilità gli asteroidi. In palio ci sono 35.000 dollari. Lo scopo è quello di ottimizzare il lavoro dei telescopi terrestri con l’aumento della sensibilità di rilevamento, riducendo il numero di falsi positivi e eliminando le imperfezioni nei dati. Conoscere gli asteroidi è importante non solo per la valutazione del rischio di eventuali impatti sulla Terra, ma anche per avere informazioni su materie prime che gli asteroidi portano ‘a bordo’ e per cercare notizie sulla nascita del nostro Sistema Solare.

L’IPERGIGANTE GIALLA PIU’ GRANDE
E’ grande 1.300 volte più del Sole ed è un milione di volte più brillante, e supera del 50% la celebre supergigante rossa Betelgeuse. Si tratta della stella ipergigante gialla HAR5171A la più grande mai rilevata nel suo genere e una delle dieci più grandi stelle conosciute. La scoperta è avvenuta grazie all’interferometro del Very large telescope (Vlt) dell’European Southern Observatory (Eso). Le osservazioni hanno fatto scoprire al team internazionale di studiosi che l’ha esaminata la presenza di una stella binaria molto vicina, così tanto da toccare la stella da record.

CORRERE RINGIOVANISCE IL CERVELLO
Tra i tanti benefici che la corsa apporta al corpo umano ne è spuntato fuori uno del tutto inaspettato: correre stimola la produzione di nuove cellule staminali. Questo significa che uno dei principi della neurobiologia è stato smentito, perché finora si riteneva che il declino della neurogenesi nell’età adulta fosse irreversibile. Adesso, invece, è stato dimostrato che la produzione di cellule staminali può riprendere e che così il processo di invecchiamento del nostro cervello viene rallentato. In questo modo vengono favorite capacità essenziali, come la memoria.

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