Expedition 36/37: Luca, Karen e Fyodor: il racconto di un volo lungo 166 giorni

Expedition 36/37: Luca, Karen e Fyodor: il racconto di un volo lungo 166 giorni

Un’Europa unita, senza confini, proprio come quella che si vede dallo spazio. Luca Parmitano sogna così il Vecchio continente e porterà con sé questo messaggio durante il semestre di presidenza tricolore dell’Unione europea, in cui l’astronauta di Paternò farà da ambasciatore per il nostro Paese. L’idea di Parmitano è quella di trasmettere ottimismo e dare il suo contributo verso un’integrazione sempre più ampia e solida


L’idea dell’assenza dei confini è il cuore della ‘famiglia’ che si è creata a bordo della Stazione spaziale internazionale. L’equipaggio dell’Expedition 36/37, che ha trascorso 166 giorni in orbita, non dimentica le emozioni del volo e il clima di cooperazione che si è stabilito. Lo hanno raccontato proprio loro, gli astronauti Karen Nyberg e Fyodor Yurchikhyn oltre al nostro Parmitano , durante la prima tappa italiana del post flight tour nella sede di Tor Vergata, alle porte di Roma, dell’Agenzia spaziale italiana. Un lungo racconto della missione, a partire dal plasma incandescente intorno alla Soyuz e dall’esplosione di colore mentre i corpi venivano schiacciati sui sedili dall’accelerazione con la temperatura che si alzava, fino all’aggancio alla Stazione. Da lì in poi, esperimenti, passeggiate spaziali, dubbi e momenti divertenti. Fino al ritorno a Terra, con quel sospiro di sollievo quando il paracadute si è aperto e i tre sono atterrati nella steppa del Kazakhstan.


Sempre insieme. “I confini non esistono”, ribadisce l’astronauta statunitense, a cui fa eco Yurchikhin, che spiega il concetto a modo suo, con un aneddoto personale. “Quando chiedevamo alla nonna a quale nipotino volesse più bene lei rispondeva: ‘Guarda le mani: c’è chi le ha più grandi, chi più piccole, ma tutti abbiamo le dita’”. Tutti hanno collaborato allo stesso modo alla vita sulla Stazione – "cosa importa se italiani, americani o russi?"- , affrontando ogni momento con lo spirito della conoscenza. Come quando, il 16 luglio, Parmitano ha dovuto anticipare il termine della sua seconda passeggiata spaziale per corpose infiltrazioni d’acqua nel casco. Ha rischiato di affogare, ma se oggi ricorda quell’episodio ne parla come di un grande giorno per lo spazio: “Abbiamo scoperto un problema che non sospettavamo di poter avere- dice-, e che ora non si presenterà più. Questa è evoluzione”.


La nostalgia dello spazio c’è, ammette l’equipaggio, ma la vita è sempre proiettata in avanti, verso i prossimi traguardi. Che non escludono affatto un ritorno a bordo della Stazione. Yurchikhin, per esempio, ha all’attivo 371 giorni nello spazio e 5 attività extra-veicolari, come tecnicamente si chiamano le passeggiate spaziali, ma di cose da fare ne ha ancora tante. magari la prossima volta.

Sensazionale scoperta della Nasa. Il pianeta gemello della Terra è Kepler-186f e potrebbe contenere acqua e vita

LA PRIMA ECLISSI DELLA ‘TETRAD’
La Luna si è tinta di arancione brillante. Chi ha alzato lo sguardo al cielo dall’America, dall’Australia, dalla Nuova Zelanda e dalle Hawaii martedì all’alba si è trovato davanti agli occhi lo spettacolo del nostro satellite nel pieno della prima eclissi della Tetrad, la serie di quattro eclissi totali attese da qui a settembre 2015 (gli altri appuntamenti, sempre dalle medesime zone del globo, sono per l’8 ottobre, il 4 aprile e il 28 settembre prossimi). Nel XXI secolo la serie Tetrad si ripeterà più volte ed il fenomeno è piuttosto inusuale, considerando che nei secoli passati non era affatto così. Prima del XX secolo potevano passare anche 300 anni prima che avvenissero quattro eclissi di Luna.

SATURNO HA UNA NUOVA LUNA (FORSE)
La sonda Cassini della Nasa ha inviato un’immagine di Saturno in cui viene visualizzato un oggetto su uno degli anelli più esterni e brillanti. Secondo gli scienziati potrebbe trattarsi di una nuova Luna in procinto di formarsi e diventare indipendente. E’ probabile che le Lune ghiacciate del pianeta si siano formate dopo che del materiale si sia staccato dagli anelli, andando poi ad inglobarsi in altre lune intercettate dopo l’espulsione. Gli anelli, però, sono ormai troppo rarefatti per dare vita ad ulteriori satelliti, quindi l’oggetto osservato, a cui momentaneamente è stato dato il nome di Peggy, potrebbe rappresentare l’ultima occasione per osservare questo fenomeno.

I TRAUMI SI EREDITANO
I traumi subiti e i condizionamenti ambientali influenzano il metabolismo e i cambiamenti indotti possono trasmettersi agli eredi fino alla terza generazione. La scoperta che queste esperienze lasciano tracce nel cervello, negli organi e nei gameti, e proprio attraverso i gameti vengono trasmesse alla generazione successiva, è contenuta in uno studio dell’università di Zurigo, pubblicato su ‘Nature Neuroscience’. Gli scienziati del Brain Research Institute , coordinati da Isabelle Mansuy, hanno rilevato che la trasmissione avviene attraverso i microRna nel sangue, nel cervello e nel liquido spermatico. Di fatto, diventano ereditarie anche caratteristiche non genetiche.

IL MISTERO DELLE MUMMIE SIBERIANE
In Siberia sono stati rivenuti i resti di una tribu medievale finora sconosciuta. L’archeologo russo Zeleniy Yar ha riportato alla luce 34 sepolture e undici corpi mummificati in quello che sembra essere stato un villaggio a 18 miglia dal Circolo polare artico. Il ritrovamento di manufatti e gioielli all’interno delle tombe suggerisce che si sia trattato di un importante snodo commerciale.


ARTICOLI CORRELATI


Le notizie del sito diregiovani sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «diregiovani.it» e l'indirizzo “ www.diregiovani.it