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I 5 virus che spaventano la scienza

ROMA – Nell’attuale epidemia, l’Ebola ha ucciso quasi 5000 persone, con un tasso di mortalità che si aggira intorno al 60%.
Un numero incredibilmente alto, ma ancora niente se paragonato al 90% delle morti registrate in passato.
Non bisogna comunque sottovalutare il fatto che più della metà di persone contagiate non sopravvive al virus.
Dopo i casi dell’infermiera spagnola, e dei due operatori sanitari risultati positivi al virus in Texas, la paura per l’Ebola sta correndo più velocemente dell’epidemia stessa.
Gli esperti hanno ragione di credere che il virus possa essere anche questa volta arginato, prevenendone la diffusione mondiale e un’eventuale pandemia come quella dell’Aids.
A preoccupare la scienza, in realtà, esistono ben altri virus, alcuni dei quali più spaventosi dell’Ebola stesso.

RABBIA
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Molti di noi hanno conosciuto il suo lato “horror” con Stephen King e il romanzo Cujo.
Nei secoli scorsi, si credeva che la Rabbia fosse causata da malefici o forze demoniache.
Oggi sappiamo che si tratta di una malattie zoonotica, ovvero trasmessa all’uomo da un animale.
Nel corso degli ultimi 100 anni, la rabbia è diminuita in modo significativo, sebbene ogni anno uccide più di 55 mila persone.
Di questi decessi, il 95% si registra in Asia e in Africa.
La rabbia si trasmette tramite il morso di animali idrofobi, portatori del virus.
La maggior parte dei contagi avviene tramite cani e pipistrelli.
Esiste un vaccino per il virus utilizzabile anche nelle ore post morso.
All’insorgenza dei sintomi neurologici però, non è disponibile alcuna terapia efficace.
La rabbia ha uno dei tassi di mortalità più alti di qualsiasi virus.
Basta pensare che solo tre persone negli Stati Uniti sono note per essere sopravvissute alla malattia senza ricevere il vaccino dopo l’esposizione al virus.

HIV
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Anche se il numero di decessi annuali relativi al virus dell’immunodeficienza umana (HIV) è diminuito negli ultimi anni, si stima che 1,6 milioni di persone nel mondo sono morte di HIV e sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS) nel 2012, secondo l’OMS.
Il virus attacca le cellule del sistema immunitario di una persona indebolendolo nel corso del tempo, il che rende molto difficile per l’individuo infetto combattere altre malattie, anche un smplice raffreddore.
Oggi, le persone con HIV vivono più a lungo rispetto al passato, una tendenza che coincide con una maggiore disponibilità della terapia antiretrovirale, così come con il calo delle nuove infezioni dal picco dell’epidemia di AIDS nel 1997.
Tuttavia, non esiste nessuna cura per l’HIV.

INFLUENZAVIRUS
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L’influenza può non suonare molto spaventosa, ma in realtà uccide molte più persone ogni anno dell’Ebol, sebbene il numero esatto di decessi annuali sia oggetto di molte discussioni.
La grande variabilità dei decessi annuali nasce dal fatto che molte morti di influenza non sono segnalati come tali.
Un’altra ragione è che la vasta gamma influenze stagionali ogni anno varia in gravità e durata, a seconda di quali virus influenzali sono più prominenti.
Negli anni dell’influenza dal virus A (H3N2), i tassi di mortalità sono in genere più del doppio di quelli registrati con i virus A sottotipo H1N1 o B.

Virus altamente contagioso, l’influenza fa ammalare molte più persone di quanto non ne uccida, con una stima dalle 3 alle 5 milioni di persone che si ammalano seriamente ogni anno.
In tutto il mondo, l’influenza provoca circa dalle 250.000 alle 500.000 morti ogni anno, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

Nonostante il tasso di mortalità relativamente basso del virus, gli esperti e i medici raccomandano iniezioni antinfluenzali annuali per tenere a bada il rischio di complicanze da influenza.
Ma i vaccini influenzali, che offrono l’immunità da virus dell’influenza A e B, non proteggono contro le altre forme influenzali, che possono sorgere quando il virus subisce cambiamenti genetici.
La pandemia di influenza più recente, “influenza suina” o pandemia H1N1, ha ucciso dalle 151.700 e 575.400 persone nel mondo durante il 2009 e il 2010.

VIRUS TRASMESSI DALLE ZANZARE
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Diffondendosi attraverso la puntura di una zanzara infetta, virus come dengue, febbre del Nilo e febbre gialla uccidono più di 50.000 persone in tutto il mondo ogni anno.
Anche la Malaria si sviluppa dalle zanzare, ma è causata da un parassita e non da un virus (uccide più di 600 mila persone ogni anno).
Almeno il 40 per cento della popolazione mondiale, ovvero circa 2,5 miliardi di persone, sono a rischio di gravi malattie e morte per malattie virali trasmesse dalle zanzare.

La febbre emorragica dengue, che è endemica in alcune parti del Sud America, Messico, Africa e Asia, prende circa 22.000 vite ogni anno.
E’ un’ infezione mortale che provoca febbre alta e può portare a shock settico.
Ancora più mortale della dengue è la febbre gialla, che colpisce soprattutto le persone in America Latina e in Africa.
La malattia provoca circa 30.000 morti in tutto il mondo, secondo l’OMS.

Meno mortale, ma ancora pericoloso è il virus del Nilo occidentale, una malattia neurologica virale che si sviluppa dalle zanzare che pungono gli esseri umani dopo aver banchettato con gli uccelli infettati con il virus.

ROTAVIRUS
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Per i bambini di tutto il mondo, questo virus gastrointestinale è un problema molto serio.
Circa 111 milioni di casi di gastroenterite causate dal rotavirus sono segnalati ogni anno a livello globale.
La stragrande maggioranza delle persone colpite dal virus sono bambini sotto i 5 anni, e circa l’82 per cento dei decessi si verificano nei bambini dei paesi in via di sviluppo.

A livello globale, si stima che 440.000 bambini che hanno contratto il virus muoiono ogni anno per complicazioni, ovvero la disidratazione.
Negli Stati Uniti, un vaccino per il rotavirus è stato sviluppato nel 1998, ma fu poi richiamato a causa di problemi di sicurezza.
Un vaccino più recente, sviluppato nel 2006, è ora disponibile ed è consigliato per i bambini dai 2 mesi in su.

La vaccinazione per questa e altre malattie prevenibili è il modo migliore per proteggere contro la gastroenterite da rotavirus che, se non trattata, può essere mortale.