Rosetta: si avvicina l'accometaggio di Philae su Agilkia

Rosetta: si avvicina l’accometaggio di Philae su Agilkia

Per la prima volta in assoluto nella storia uno strumento costruito dall’uomo toccherà la superficie di una cometa.

E’ stata battezzata ‘Agilkia’ l’area della cometa 67P/ Churyumov-Gerasimenko su cui il prossimo 12 novembre avverrà il primo atterraggio della storia. Precedentemente la zona veniva indicata con il nome generico di ‘Sito J’, ma ci ha pensato la competizione NameJ ad assegnarle un nome specifico. Il concorso è stato organizzato e coordinato da ESA, DLR, CNES e in Italia da ASI e INAF- .

Il vincitore è Alexandre Brouste dell’Università di Le Mans e avrà la possibilità di partecipare dal vivo all’evento dell’atterraggio sulla cometa al Mission Control Centre di Darmstadt in Germania,

Sono arrivare oltre ottomila proposte e a prevalere è stata la denominazione ‘Agilkia’, come l’isola egiziana dove vennero trasferiti i templi di Philae in occasione della costruzione della diga di Assuan. Ricordiamo che il lander della sonda ‘Rosetta’ si chiama ‘Philae’ in onore di un’altra isola egiziana, in cui venne rinvenuto l’obelisco con un’iscrizione bilingue contenente i nomi di Cleopatra e Tolomeo in geroglifico. Una chiave fondamentale per codificare la scrittura geroglifica.


Ambition è una collaborazione tra Platige Image e l’ESA. Diretto dal premio Oscar Tomek BagiÅ„ski e interpretato da Aiden Gillen e Aisling Franciosi, Ambition è stato girato in Islanda, e proiettato il 24 Ottobre 2014 durante la celebrazione del British Film Institute. Il video tratta il tema dell’origine della vita e della presenza dell’acqua nei pianeti, proprio l’obiettivo per il quale è nata l’operazione dei tecnici spaziali. Rosetta raggiungerà la crosta del corpo celeste proprio per poter studiare, per la prima volta così da vicino, l’origine dei pianeti. Una missione che, se sarà portata a termine, rappresenterà il primo studio di questo genere, dopo il fallimento del lancio su Ison, cometa quasi completamente disintegratasi dopo il contatto ravvicinato con il Sole. È per la sua unicità che la sonda è stata chiamata Rosetta, come la famosa stele scritta in tre linguaggi diversi (greco, geroglifico e demotico) che ha permesso per la prima volta di decifrare la scrittura figurativa egiziana. Lo studio che nascerà dal lavoro della sonda dovrà, invece, permettere di conoscere per la prima volta l‘origine della vita.


ESA – 24 October 2014 Imagine: with a wasteland as their canvas, a Master and his young Apprentice set about turning rubble into planets and moons, asteroids and comets. They levitate the worlds above their heads, spinning them in orbit around their symbolic Sun.

“What is the key to life on Earth?” asks the Master.
The Apprentice shakes her head. The answer is obvious: water.
“For a long time, the origins of water, and indeed life on our planet remained an absolute mystery. So we began searching for answers beyond Earth,” the Master continues.
“In time we turned to comets. One trillion celestial balls of dust, ice, complex molecules, left over from the birth of our Solar System. Once thought of as messengers of doom and destruction, and yet so enchanting.
“And we were to catch one: a staggeringly ambitious plan."
Science fiction? No – science fact.

As Tomek BagiÅ„ski’s short film Ambition makes clear, it is the essence of what it means to be human, to attempt difficult things, to reach for seemingly impossible goals, to learn, adapt and evolve.

And at the heart of this film is Rosetta, ESA’s real mission to rendezvous with, escort and land on a comet. A mission that began as a dream, but that after decades of planning, construction and flight through the Solar System, has arrived at its goal.

Its aim? To unlock the secrets hidden within the icy treasure chest for 4.6 billion years. To study its make-up and its history. To search for clues as to our own origins.

From 100 km distance, to 50, 30 and then, defying all expectations, to just 10 km, Rosetta continues to captivate and intrigue with every image and every data packet returned.

It will rewrite the textbooks of cometary science.

But there is more, an even greater challenge, another ambitious first: to land on the comet.

The stage is set. The date: 12 November 2014.

“As a science fiction writer, it’s hard to think of a more stirring theme than the origin and ultimate destiny of life in the Universe,” says Alastair Reynolds.

“With the arrival of Rosetta at 67P/Churyumov–Gerasimenko – an astonishing, audacious technical achievement, literally the stuff of science fiction – we are on the brink of a bold new chapter in our understanding of our place in the Universe.”

“Rosetta is less than 10 km from a comet, and both are racing through space at over 60 000 km/h,” says Matt Taylor, ESA’s Rosetta project scientist.

“Next month, we’ll be attempting to land on the comet, and with our orbiting spacecraft, we’ll continue to keep pace with the comet for another year or more, watching how it evolves over time.

“All of this is new and unique and has never been done before. It may sound like science fiction, but it’s a reality for the teams that have dedicated their entire lives to this mission, driven to push the boundaries of our technology for the benefit of science and to seek answers to the biggest questions regarding our Solar System’s origins.”


Il Maestro: "Qual è la chiave della vita sulla Terra?"
L’Apprendista: "L’acqua".
Il Maestro: "Per lungo tempo l’origine dell’acqua, e la vita sul nostro pianeta, è rimasta un assoluto mistero. Perciò abbiamo iniziato a cercare una risposta oltre la Terra".
L’Apprendista: "Alla fine ci siamo rivolti alle comete. Mille miliardi di palle di polvere, ghiaccio e molecole complesse che risalgono alla nascita del nostro Sistema solare. Una volta ritenute messaggere di morte e distruzione, ma così affascinanti".
Il Maestro: "E così abbiamo pensato di catturarne una".


Il dado è tratto: la sonda Rosetta rilascerà il lander Philae sul cosiddetto ‘Sito J’ della cometa 67P/Churyumov–Gerasimenko. Il via libera è arrivato direttamente dall’Esa, che, un mese fa, aveva individuato la zona per il primo accometaggio della Storia.
LE FASI – Segnate la data sul calendario: il 12 novembre potrebbe finire sui libri. Tutte le attenzioni del mondo scientifico saranno concentrate su quell’area situata nel più piccolo dei due lobi della cometa. Dopo attente revisioni e analisi l’ok per il ‘sito J’ ha dato il via alla fase più appassionante della missione. Alle 08.35 ora di Greenwich la sonda Rosetta si posizionerà a una distanza di circa 22 chilometri e mezzo dalla cometa e rilascerà il lander Philae. L’accometaggio avverrà più o meno sette ore dopo. La comunicazione del rilascio arriverà sulla Terra in 28 minuti e 20 secondi. Questo significa che apprenderemo se la prima fase è stata eseguita non prima delle 9.03 e delle 16 se l’accometaggio ha avuto luogo.
“Adesso che sappiamo esattamente ciò a cui puntiamo, siamo a un importante passo che ci avvicina alla realizzazione di questa eccitante ma rischiosa operazione”, ha commentato il mission manager di Rosetta, Fred Jansen. Ma prima di quel momento, sono ancora molte le fasi cruciali da affrontare. Vediamo di cosa si tratta.


LE DECISIONI GO/NO-GO – Il primo ‘ok’ alla fase di accometaggio è atteso per l’11 novembre, quando il team che sovrintende la dinamica del volo confermerà se la sonda è sulla giusta traiettoria per procedere al rilascio. Durante la notte tra l’11 e il 12 novembre sarà poi la volta delle decisioni riguardanti la preparazione e le interconnessioni dei comandi. Infine, è attesa la conferma che il lander è pronto per la separazione. Una breve manovra per il posizionamento sarà eseguita più o meno due ore prima della separazione. L’ultimo via libera arriverà poco dopo questo momento.
In seguito al rilascio di ‘Philae’ Rosetta farà manovra di allontanamento dalla cometa, prima di riorientarsi allo scopo di stabilire la comunicazione con il lander, che dovrebbe avvenire due ore dopo il rilascio.


Durante la sua discesa lunga sette ore, Philae scatterà delle immagini e condurrà degli esperimenti su polveri, gas e plasma intorno alla cometa. Non solo. Scatterà anche una foto d’addio verso la sonda Rosetta, in aggiunta a quelle del faccia a faccia con 67P/Churyumov–Gerasimenko. Una volta arrivato sulla superficie, Philae manderà immagini del paesaggio intorno a sé. La prima sequenza di esperimenti scientifici sulla superficie avverrà entro un’ora dall’accometaggio e durerà 64 ore, dipendendo dalla durata della prima batteria. Gli studi a lungo termine dipenderanno da per quanto tempo e quanto bene le batterie saranno in grado di ricaricarsi, il che dipende anche dalla quantità di polvere che si depositerà sui suoi pannelli. La missione di Philae si protrarrà al massimo fino a marzo 2015, quando l’eccessiva vicinanza col Sole alzerà così tanto le temperature da rendere impossibile la sua sopravvivenza.
Invece l’orbiter continuerà la sua missione per molto più tempo. Accompagnerà la cometa nella sua evoluzione fino al momento di massima vicinanza con il Sole, che avverrà ad agosto 2015, quando, insieme, guarderanno fuori dal Sistema Solare.
Rosetta è una missione dell’Agenzia spaziale europea, la cui avventura è iniziata dieci anni fa. Ha vissuto momenti delicati, Rosetta. Primo fra tutti quello che ha previsto la sua ibernazione per un viaggio di 800 milioni di chilometri di gelo oltre l’orbita di Giove. Lo scorso lunedì 20 gennaio si risvegliò dal suo lungo inverno e da allora la cavalcata verso la cometa è stata inarrestabile. Ora l’arrivo alla fase più eccezionale del suo viaggio. Quella che ci potrebbe svelare qualcosa in più sulle origini del nostro Sistema Solare.

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