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Il cinema aveva proprio bisogno del remake di Memento?

memento-remakeROMA – Uno tsunami nel mondo del cinema che ha già sollevato numerose polemiche.
Memento, il capolavoro di Christopher Nolan, avrà un remake.
Il film, uscito nel 2000, è stato un trampolino di lancio del talentuoso regista, in seguito al quale è stato scritturato per dirigere Batman Begins.
Quindici anni dopo, Memento è ancora un cult per eccellenza.
Eppure, tornerà in una nuova veste prodotto dalla AMBI Pictures di Andrea Iervolino e Monika Bacardi, che ha acquistato l’intero catalogo Exclusive Media Group, che comprende oltre 400 titoli, tra i quali Donnie Darko, Cruel Intentions, Rush e Sliding Doors.

“Memento è sempre stato classificato come uno dei migliori film del decennio. Persone che l’hanno visto 10 volte ancora sentono il bisogno di rivederlo. Questa è una qualità che crediamo giustifichi un remake”; spiega Andrea Iervolino.
“Abbiamo intenzione di rimanere fedeli alla visione di Christopher Nolan e di dar vita a un film memorabile che sia altrettanto tagliente, iconico e degno di riconoscimenti quanto l’originale”, continua Monika Bacardi.

Memento è un capolavoro in grado di lasciare il pubblico stupito non solo durante la visione ma anche una volta finito il film, cosa che testimonia quanto sia unico. Il nostro obbiettivo è quello di rimanere fedeli alla visione di Nolan, dando vita ad un film memorabile che sia intricato, iconico e celebrato come l’originale. È una grande sfida realizzare qualcosa che sia in grado di tenere testa all’originale ma siamo molto emozionati all’idea di riportare in vita questo puzzle.
La particolarità di Memento, oltre ad una regia eccezionale, è la sceneggiatura, basata da un racconto del fratello del regista, Jonathan Nolan, che in seguito collaborò alla stesura dello script del film insieme a Cristopher.
Il film è costituito infatti da una linea temporale districata su due binari.

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Le scene seguono un ordine cronologico alternato: la prima scena è in realtà l’ultima, poi si passa a quella che in linea temporale dei fatti sarebbe la prima, poi si passa alla penultima, poi alla seconda, e così via, fino ad arrivare alla fine del film con quella che risulta essere la scena centrale.
In sostanza, Memento è un puzzle, il cui finale è sia la scena centrale che lo snodo dell’intreccio.

Memento in latino significa “ricordati”, ed è utilizzata oggi anche per indicare ogni oggetto utilizzato per ricordarsi di qualcosa.
Grazie alla tecnica cronologica con cui è montato il film, lo spettatore si ritrova a vivere la stessa condizione del protagonista, che a causa di un trauma subito alla memoria a breve termine, dimentica ogni cosa accaduta nelle ultime 24 ore.
Per questo utilizza qualsiasi modo per ricordarsi di fatti e persone importanti, utilizzando, ad esempio, fotografie, fogliettini e tatuaggi.

A questo punto la domanda è inevitabile:
c’è proprio bisogno di mettere le mani su un capolavoro?