music and future

“A me mi” una canzone manifesto per le “vittime” degli anni ‘80

ROMA – Romano verace e raffinato paroliere, Lucio Leoni è sicuramente una delle rivelazioni del panorama della musica indie. Lucio, in passato Bucho, si muove abilmente dal rap allo stornello romano con qualche incursione all’insegna del punk e canta storie di vita vissuta tra ironia e malinconia. Divertente e commovente parla di sé e della sua generazione, quella dei trentenni cresciuti a merendine, giocattoli e bim bum bam. È uscito il 10 dicembre “Lorem Ipsum”, il suo secondo (si fa per dire) disco, sì perché “Baracca e burattini”, il suo album d’esordio come cantautore, è uscito nel 2011 solamente nel nostalgico formato della musicassetta. Già questo la dice lunga sul suo essere personaggio coraggioso, originale e sopra le righe. I due lavori sono usciti per l’etichetta Lapidarie Incisioni di cui Lucio è produttore e direttore artistico, non è un caso infatti che se la canti e se la suoni in totale libertà, che poi è il segreto del suo bel successo.

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Il videoclip di “A me mi”, singolo estratto dal nuovo album, ha superato le 10.000 visualizzazioni su youtube in pochi giorni; un piccolo miracolo per una produzione indipendente e il meritato riconoscimento per un lavoro degno di ascolto. Impararla a memoria dicono sia difficilissimo, cantarla pare sia praticamente impossibile, in ogni caso per i più temerari è a disposizione sul web una versione sottotitolata. “A me mi” è una canzone manifesto dedicata a una generazione sgrammaticata, viziata e forse un po’ sfigata. Con fare cinico e dissacrante, Lucio recita, urla e canta che non ce n’è per nessuno, la sua infatti è una razza brutta: quella dei nati negli anni ’80, degli illusi, montati e oggi quasi buttati. Ma, sul finale, sembra quasi dirci: “si salvi chi può”.

 

Un album “Lorem Ipsum” di nove tracce tutte da ascoltare, che raccontano storie brillanti e profonde, dirette e nostalgiche con al centro una romanità che contraddistingue Lucio Leoni e aggiunge una nota poetica ad ogni sua canzone. Per certi versi è un disco a metà tra teatro e canzone, una scelta la sua quasi obbligata, perché oltre a cantare, mixare e produrre, Lucio ha fatto l’attore per diversi anni. È appena partito il suo tour, nel 2016 lo vedrete girare l’Italia da nord a sud e, ne siamo certi, sentirete sempre più spesso parlare di lui.

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