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Plunk Extend, ecco l’ipnotico sound di ‘Verde’

Plunk ExtendROMA – “Verde” è il nuovo video dei Plunk Extend – disponibile da oggi su YouTube e riproposto qui di seguito -, quarto estratto dal disco “Prisma” uscito a dicembre 2014. Il clip è stato realizzato dai videomaker Michele Vairo, Francesca Manuele e Claudio Roveda (come tutte le opere visuali dell’ultimo lavoro della band milanese) e vede la partecipazione dell’attrice Marta Zito che è la protagonista di un viaggio simbolico ed evocativo dove il nudo femminile assume un significato vitalistico e primordiale. Il video continua, così, il percorso musico-visuale dei Plunk Extend, che hanno scelto di accompagnare tutte le cinque tracce del loro ultimo lavoro con una parte visuale.

“’Verde’ – raccontano i Plunk Extend – non è una canzone sulla natura salvifica, ma sull’impermanenza naturale delle cose, sulla loro ciclicità. L’astratto, un mondo tipicamente umano e artificiale, è eterno, ma proprio per questo privo di vita, immobile, sterile. Il video racconta invece gli attriti del concreto: la difficoltà della nascita, la lotta continua per attraversare la vita, la realizzazione della morte come un passaggio obbligato dell’esistere, in questo mondo disordinato e bellissimo”.

“Verde” arriva dopo “Rosso”, “Nero” e “Bianco” ed è forse la traccia che si avvicina di più a quello spirito anni Settanta che attraversa l’intera opera, caratterizzata da un suono art-rock multicolor che ha un sentore “vintage” ma si muove nel presente mescolando indie-rock, pop, psichedelia, hip hop, cantautorato, prog e molto altro. “Prisma” è un lavoro di soli cinque brani – ciascuno intitolato come un colore – che i Plunk Extend considerano come un disco a tutti gli effetti, nella forma di un concept album dove i colori sono una metafora per raccontare storie dal carattere esistenziale, accomunate da un desiderio di fuga e di rifiuto della realtà così come è.

plunk extend 2

Biografia

I Plunk Extend nascono nel 2006 da una telefonata di Pidi a Dani. Errano per anni, cambiando line up, contenuti e stile, componendo, suonando e registrando, procedendo per tentativi.
Nel 2012, dopo anni di rock in inglese ed esperimenti vari, imboccano una nuova strada, iniziando a lavorare sul primo lavoro di un nuovo corso. Per chiudere il periodo e ricominciare, raccolgono le loro ultime composizioni in Marvellous Kaleidoscope Rollercoaster (2013), EP lo-fi con le prime canzoni in italiano, di un rock elettrico sporco e ironico. Subito dopo iniziano un lungo percorso di auto-definizione che li porta a registrare in totale autonomia il loro primo vero disco: PRISMA (2014).  I Plunk Extend suonano meticci e variopinti: un art-rock spesso concettuale ma sempre accessibile, leggero ma brillante, che sta da qualche parte tra una batteria imprevedibile, un basso liquido, un’iridescente chitarra acustica e un acido tappeto elettrico. Cantano di fantasie più o meno ridicole con in faccia un ghigno che è quasi un sorriso. Sono in cinque, e non sarebbero diversamente.