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Iceberg “killer” grande come Roma ha causato la morte di 150mila pinguini

Dal 2010 una colonia di pinguini di Adelia in Antartide è stata quasi totalmente sterminata da un iceberg delle dimensioni di Roma arenato a Capo Denison che impedisce ai pinnipedi di procurarsi il cibo

pinguini di adelia

ROMA – Erano circa 160 mila, oggi ne rimangono meno di 10mila.
Sono i pinguini di Adelia (Pygoscelis adeliae) della Baia del Commonwealth in Antartide, una colonia spazzata via a causa di un grosso iceberg che ostacola il loro cammino verso il mare.
Secondo un gruppo di ricercatori della University of New South Wales, Australia, l’intera colonia potrebbe scomparire del tutto entro due decenni.
L’iceberg “killer”, battezzato “B09B”, è un colosso ghiacciato delle dimensioni di Roma, arenato nel 2010 nel mezzo delle coste della Baia del Commonwealth.
Con il tempo ha portato la formazione di uno strato di ghiaccio, bloccando l’accesso al Mare di Ross.
Come risultato, per raggiungere l’acqua per procurarsi del cibo e nidiare, i pinguini sono costretti a viaggiare per circa 60 km.

pinguini adelia iceberg bo09

“E ‘stranamente silenzioso ora. Quelli che abbiamo visto a Cape Denison erano incredibilmente docili, letargici, quasi ignari della tua presenza. Quelli che sono sopravvissuti sono chiaramente in difficoltà” ha speigato il professor Chris Turney, un esperto di cambiamenti climatici che ha lavorato alla ricerca, pubblicata sulla rivista Antarctic Science. “Riescono a malapena a sopravvivere, figuriamoci cosa accadrà con la prossima generazione. Abbiamo visto un sacco di pinnipedi morti sul terreno. E’ straziante da vedere.”

Con il 93 per cento della popolazione già morta, i ricercatori stimano che entro 20 anni il resto della colonia sarà completamente spazzato via.

I pinguini sono noti infatti per la tendenza a non migrare e tornare alla stessa colonia in cui sono nati.
“Sono bloccato lì. Stanno morendo”.

pinguini adelia

Pinguini di Adelia e depravazioni sessuali

Gli Adelia sono una delle razze di pinguini più piccole e più largamente diffuse sulle coste del continente Antartico.
Curiosamente, sono anche gli esemplari estremamente “depravati”: stupri, violenze e necrofilia sono all’ordine della vera identità sessuale degli Adelia.

A prescindere dal calore del corpo, siano esse vive o morte, il giovane pinguino maschio – sessualmente inesperto – può rispondere “chimicamente” in un certo modo alle femmine, basta che siano compatibili con l’età da riproduzione.
Questi comportamenti comprendono tendenze auto-erotiche e necrofilia, coercizione sessuale, ma anche abuso sessuale sui pulcini e attitudine omosessuale.

A rivelarlo furono dei documenti della spedizione del 1910 Terra Nova, capitanata dal dottor George Murray Levick, che descrisse nel suo viaggio nel polo sud i pinguini come “gruppetti di teppisti”.
Al suo ritorno in Gran Bretagna, il signor Levick tentò di pubblicare un articolo intitolato “La storia naturale del pinguino Adelia”, che tuttavia non venne mai resa pubblica a causa dei tempi “scottanti” per l’epoca.